Irregolarità nella gestione delle acque e delle emissioni: sigilli alla centrale a biomasse di Rignano Scalo

Eseguito il sequestro preventivo del vasto impianto per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile che fa capo alla società “Enterra Spa”. Per il fatto sono state denunciate quattro persone

Sequestrata la centrale termica a biomassa di Rignano Scalo, tra Foggia a San Severo. Questa mattina, i carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Bari hanno eseguito, su disposizione della Procura di Foggia, il sequestro preventivo del vasto impianto per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile, che si estende su circa 22mila mq per un valore economico di oltre 67 milioni di euro, che fa capo alla società “Enterra Spa”.

Sequestro della centrale termica a biomassa di Rignano Scalo: il video dal drone

Le indagini del Noe di Bari e della Procura di Foggia

La Procura, a seguito di attività investigativa effettuata dai carabinieri del Noe, ha disposto l’esecuzione di un decreto di ispezione a cui seguiva, in ragione delle irregolarità riscontrate, quello di un sequestro d’urgenza. La società, in sostanza, ha realizzato un impianto per la produzione di energia mediante combustione di biomasse vegetali locali, con l’utilizzo del vapore da questo generato. L’impianto è in grado di generare una potenza totale di 13 mwe con una capacità produttiva annua di 106 gwh. L’esercizio dell’impianto è a ciclo continuo, per 24 ore al giorno, quasi 12 mesi all’anno, per un funzionamento totale annuo di 8.100 ore. Nelle intenzioni del committente c’era la volontà di attivare un progetto verde, con l’utilizzo di combustibile derivato da sottoprodotti vegetali provenienti entro un raggio di 70 km dall’impianto, dove - si legge in loro comunicato - “l'anidride carbonica rilasciata dall’impianto sarà pari a quella fissata dalla pianta, durante la crescita, mediante il processo di fotosintesi”.

Le irregolarità riscontrate nel sito di Rignano Scalo

Nella circostanza, sono state denunciate quattro persone: si tratta del legale rappresentante dello stabilimento, del direttore generale, del direttore di stabilimento e del direttore tecnico, ritenuti responsabili, in concorso tra loro e nell’esercizio delle proprie funzioni, di aver illecitamente gestito le acque meteoriche, di dilavamento del piazzale e del processo produttivo e di aver utilizzato l’impianto in assenza di autorizzazione alle emissioni in atmosfera, diffuse e convogliate. Più precisamente il controllo da parte dei carabinieri del Noe, corroborato dall’attività del consulente della Procura, ha messo in luce delle difformità di quanto presente rispetto agli atti oggetto di autorizzazione. In merito alle acque meteoriche, si è riscontrata la mancata pavimentazione delle aree di piazzale per la loro raccolta, creando di fatto un deposito di liquido di colore scuro per il quale si è in attesa delle analisi. In merito alle emissioni, invece, è emerso che le aree di stoccaggio dei combustibili non risultano dotate di sistemi di contenimento e mitigazione delle emissioni diffuse di polveri, e la zona di stoccaggio delle biomasse umide con potenziali effetti emissivi odorigeni non risulta dotata di sistemi atti a ridurre tali emissioni così come previsto dalla vigente Legge Regionale.

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FareAmbiente: "Le nostre preoccupazione erano fondate"

Il sequestro dell'impianto a biomasse della Enterra spa nei pressi dello scalo ferroviario di Rignano Garganico conferma le preoccupazioni sollevate alcuni mesi fa da FareAmbiente che sostenne e sottoscrisse un esposto inviato alla Procura di Foggia evidenziando perplessità su strane emissioni e la mancanza di controlli e autorizzazioni. “La decisione della magistratura è un chiaro segnale di attenzione verso le problematiche ambientali a cui va il nostro ringraziamento. Se la centrale della Enterra fosse in regola non avremmo problema a conviverci, anche magari non condividendo l’attività”, hanno commentato il coordinatore regionale Marcello Amoroso e la coordinatrice provinciale Soccorsa Chiarappa. "Al momento siamo soddisfatti della decisione della magistratura che condividiamo con la gente che a Rignano sottoscrisse l'esposto".

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