Un preoccupato Landella scrive al ministro Martina: “Scongiuri chiusura dell’Ovile”

Il primo cittadino del capoluogo dauno al ministro delle Politiche Agricole: "La nostra città non può essere ulteriormente penalizzata con la chiusura di una struttura funzionale"

Immagine di repertorio

Un preoccupatissimo Franco Landella ha scritto al ministro per le Politiche Agricole e Forestali, Maurizio Martina, in merito alla paventata chiusura dell’ovile nazionale di Borgo Segezia. “Con la chiusura dell'ovile nazionale non solo si potrebbero verificare gravi ripercussioni sull’economia del territorio, ma verrebbe cancellato con un colpo di spugna la storia secolare della città di Foggia”.

 “E’ una struttura storica, nata quasi un secolo fa con un Regio Decreto del 1921, che negli anni è diventato un punto di riferimento per la Zootecnia italiana. Dal 1967 è parte integrante dell'Istituto Sperimentale per la Zootecnia, esteso su ben 390 ettari, ed è dotato di strutture all'avanguardia come un centro di ricerche, dei laboratori, una biblioteca ed una sala riunioni. L'attività di ricerca e sperimentazione è svolta da impiegati del ministero delle Politiche Agricole. Le linee di ricerca riguardano più settori dell'allevamento ovino: miglioramento genetico, alimentazione e riproduzione, tecniche di allevamento. Per il miglioramento genetico le ricerche sono state indirizzate ad esaltare l'attitudine alla produzione della carne e alla sua valorizzazione organolettica nella razza Gentile di Puglia, in passato sfruttata per la produzione di lana” ha spiegato il primo cittadino nella missiva

Landella ha quindi ricordato che “la sezione foggiana collabora con le altre sezioni dell'istituto e con le altre istituzioni di ricerca del settore, tra le quali l'Università degli Studi di Foggia, cercando di dare un valido contributo alla risoluzione dei problemi dell'ovinicoltura italiana. Dunque, con la possibile chiusura dell’Ovile nazionale la nostra città verrebbe ulteriormente "depredata", dopo che già negli ultimi anni ha dovuto subire numerose penalizzazioni a causa del depennamento, a volte ingiustificato, di strutture funzionali. Ci auguriamo che almeno in questa circostanza si possa tener conto della funzionalità di una struttura situata in un territorio a forte vocazione agricola e pastorale”

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