Economia

Stop al Cashback, il Governo sospende la misura per almeno sei mesi: rimborsi e premi slittano a novembre

È quanto deciso dal Consiglio dei Ministri riunitosi ieri pomeriggio a Palazzo Chigi. Il programma è sospeso per i prossimi sei mesi e potrebbe ripartire da gennaio 2022

Cashback e Supercashback sono ufficialmente sospesi. È quanto deciso dal Consiglio dei Ministri riunitosi ieri pomeriggio a Palazzo Chigi che, su proposta del Presidente Mario Draghi, del Ministro dell’economia e delle finanze Daniele Franco, del Ministro dello sviluppo economico Giancarlo Giorgetti e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali Andrea Orlando, ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti in materia fiscale, di tutela del lavoro, dei consumatori e di sostegno alle imprese.

Tra le misure previste, c'è appunto la sospensione nel secondo semestre del 2021 del programma introdotto lo scorso dicembre dall'allora premier Conte, pensato per favorire i pagamenti digitali attraverso app e carte, offrendo un rimborso fino a 150 euro per chi effettuasse nei sei mesi almeno 50 operazioni.

Le risorse che si rendono conseguentemente disponibili saranno destinate a finanziare interventi di riforma in materia fiscale, di tutela del lavoro, dei consumatori e di sostegno alle imprese.  

Dunque, entro novembre 2021 chi avrà partecipato al programma nel primo semestre del 2021 riceverà il rimborso accumulato (fino a 150 euro per chi avrà effettuato almeno 50 operazioni). Inoltre, i primi 100mila partecipanti che avranno totalizzato il numero più alto di transazioni nel semestre appena concluso, riceveranno anche il Super Cashback da 1500 euro. Il rimborso sarà accreditato sul conto corrente indicato nell'App Io al momento dell'iscrizione al programma. 

Secondo i dati elaborati dall'App Io, sono oltre 8,9 milioni i cittadini aderenti al Cashback, mentre si avvicinano agli 810 milioni le transazioni elaborate. Poco più di 16,5 milioni gli strumenti di pagamento attivati. Nel primo semestre del 2021 gli utenti con transazioni valide sono stati 7,89 milioni, mentre il numero di transazioni elaborate sono state 745.940.888. 

La sospensione non è definitiva, ma riguarda per il momento solo il semestre appena cominciato. Nel corso del Consiglio dei Ministri il premier Draghi avrebbe spiegato che la sospensione sarebbe dovuta al "carattere regressivo del cashback destinato a indirizzare le risorse verso le categorie e le aree del Paese in condizioni economiche migliori".

In pratica, la misura rischierebbe di favorire le famiglie più ricche "con una propensione al consumo presumibilmente più bassa, determinando un effetto moltiplicativo sul Pil, non sufficientemente significativo a frotne del costo della misura".

Inoltre - si legge su Adnkronos -, non esiste alcuna obiettiva evidenza della maggiore propensione all'utilizzo dei pagamenti elettronici da parte degli aderenti al Programma. Quasi il 73% delle famiglie già spende tramite le carte più del platfond previsto dal provvedimento. Pertanto, la maggior parte potrebbe ricevere il massimo vantaggio senza intensificare l'uso della carte.

In media, le famiglie del quinto più povero dovrebbero infatti aumentare la loro spesa con carte di quasi il 40 per cento, mentre quelle più abbienti solo dell’1 per cento. Ne sono indice il fatto che le transazioni che hanno raggiunto l’obiettivo previsto per l’erogazione del rimborso (50 transazioni nel semestre) rappresentano solo il 50% delle transazioni totali rilevate e che circa il 40% dei beneficiari ha comunque effettuato un numero di transazioni tale da far ritenere che si tratti di persone già abituate all’uso della moneta elettronica".

Draghi ha anche sottolineato come l’onerosità della misura, pari a 4,75 miliardi di euro, debba essere valutata non solo in relazione ai benefici attesi, ma anche del costo e dell’attuale quadro economico e sociale, che ha visto – nel 2020 - 335 mila nuovi nuclei familiari e oltre 1 milione di persone in più entrare in povertà assoluta (dati Istat).

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