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Campi Diomedei, ecco cosa dice la Soprintendenza. M5S contro Landella: 'Chiedi scusa', Volpe si appella al Ministro

Le ragioni che hanno spinto il Soprintendente ad interim, Picchione, a sospendere in autotutela l'intervento che lo stesso ente aveva autorizzato nel gennaio scorso. 5stelle: "Noi non c'entriamo",Sgarbi: "Merito mio e di Lovecchio"

E’ un fulmine a ciel sereno quello della sospensione dei lavori relativi ai Campi Diomedei, a Foggia, il progetto da 7milioni di euro per trasformare quell’area del capoluogo in un grande parco urbano. A dare notizia della revoca in autotutela dell’autorizzazione della Soprintendenza (da parte della stessa Soprintendenza) è stato ieri sera lo stesso sindaco, Franco Landella, che ha puntanto il dito contro il Movimento 5 stelle.  “L’appello che mi sento di rivolgere ai vertici della Soprintendenza, confermando il massimo del rispetto istituzionale – ha scritto il sindaco-, è quello di evitare di lasciarsi condizionare dai soggetti che hanno sollecitato gli approfondimenti tecnici all’esito dei quali è scaturito il provvedimento di annullamento dell’istanza autorizzativa. Si tratta – ha affondato- in larghissima parte di movimenti ed associazioni che sul punto hanno condotto una battaglia esclusivamente ed evidentemente politica, oltre che per moltissimi versi strumentale, promossa innanzitutto dal Movimento 5 Stelle oggi al Governo del Paese. Noi ci batteremo per il diritto alla crescita di Foggia, contro quelle forze politiche che, invece, vorrebbero solo paralisi e regressione”.

Un colpo basso secondo i pentastellati, che così spiegano la loro posizione, inserendo le parole di Landella nel più generale e confuso agone elettorale che va ad aprirsi: “un bieco tentativo di mistificare per capitalizzare consenso” dicono.

“Non accettiamo alcuna strumentalizzazione politica in merito alla decisione della Soprintendenza di Foggia di bloccare i lavori per il Parco dei Campi Diomedei. Un provvedimento che non dipende in alcun modo dal Movimento 5 Stelle, per questo pretendiamo le scuse del Sindaco per le sue gravi insinuazioni” dichiarano in una nota i parlamentari M5S di Foggia Rosa Menga, Marco Pellegrini e Giorgio Lovecchio con la consigliera regionale del M5S Rosa Barone. “Ci siamo sempre battuti e continueremo a farlo per una crescita di Foggia compatibile con la tutela e la valorizzazione del patrimonio archeologico, ambientale e culturale della città, a differenza di quanto fatto finora dal sindaco Landella che per nascondere la propria incompetenza diffonde illazioni. Comprendiamo il nervosismo di un sindaco in evidente difficoltà e affanno politico e di consenso, che già si vedeva a tagliare il nastro del Parco a Maggio e quindi probabilmente a vendersi questa inaugurazione in campagna elettorale. Un sindaco che oggi può solo arrampicarsi sugli specchi per tentare di giustificare l’ennesimo fallimento della sua amministrazione”.

“In passato - continuano i pentastellati - avevamo chiesto chiarimenti legittimi al Comune, sia per quello che riguardava il progetto che la sua sostenibilità economica, dal momento che l’amministrazione non aveva presentato alcun piano, né dichiarato come avrebbe fatto a occuparsi della manutenzione del Parco con le scarse risorse a disposizione. Come M5S  - proseguono - avevamo chiesto anche un appuntamento al Sindaco per cercare di collaborare per il bene della città, ma non abbiamo ricevuto risposta. Purtroppo niente di nuovo da Landella che non è abituato ad ascoltare o dialogare. Noi, a differenza sua, crediamo nell’indipendenza e terzietà della Pubblica Amministrazione, in questo caso della Soprintendenza, e lasciamo a chi come lui vive di vecchia politica, l’idea che un ente terzo possa essere manovrato politicamente. Da lui che parla tanto di rispetto istituzionale ci aspettiamo delle scuse per queste illazioni completamente infondate contro il M5S”.

Le ragioni della Soprintendenza

Cos'è successo? Nel frattempo è cambiata la Soprintendente ed è cambiato soprattutto il Direttore Generale all'Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, che in effetti ha imposto alla stessa Soprintendente il cambio di rotta. Cambiano i dirigenti, cambiano le regole.

E nel provvedimento del 30 ottobre a firma del Soprintendente ad interim Maria Giulia Picchione, la Soprintendenza APAB Bat-Foggia sospende in autotutela l’autorizzazione prot. n.624 da essa stata rilasciata – “con prescrizioni”- il 25 gennaio 2018. Il tema è quello che si incrocia con il Complesso Deposito Cavalli Stalloni, la sua identità e la sua tutela. “Considerato che con il citato provvedimento prot. n. 624 del 25/01/2018 vengono autorizzati lavori (quali la creazione di dune artificiali, impianti arborei, realizzazione di ampia copertura, di consistente altezza, a protezione dei resti archeologici) comportanti rilevanti modifiche, anche altimetriche, sull’area di pertinenza del Complesso Deposito Cavalli Stalloni, modificandone da più punti di vista la percezione visiva originaria, compromettendone altresì la luce e la prospettiva, oltre che le attuali condizioni di ambientamento, salvaguardate dal vincolo apposto con DM del 14.4.1999” (…) “tenuto conto del fatto che, a termini dell’articolo 20, comma 1, del D. Lgs. n. 42/2004 “i beni culturali non possono essere adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico o artistico o tali da recare pregiudizio alla loro conservazione” e che quindi anche le valutazioni tecnico-discrezionali dei competenti uffici dell’Amministrazione dei Beni culturali non possono spingersi fino al punto di causare, sia pure indirettamente, per effetto delle autorizzazioni eventualmente rilasciate, una trasformazione dei luoghi tale da vanificare le finalità delle misure di tutela stabilite con i provvedimenti di vincolo a suo tempo emanati dalla medesima Amministrazione, provvedimenti che, data la loro natura dichiarativa, hanno a suo tempo semplicemente accertato l’esistenza, nel compendio architettonico e naturale sottoposto a tutela, di caratteristiche e peculiarità meritevoli non solo di protezione in sé ma anche in rapporto ai punti di visuali dai quali tale compendio era ed è godibile, prescrivendone la immodificabilità ad opera di interventi edilizi di qualsiasi tipo”;

preso atto, viceversa, che l’autorizzazione rilasciata da questo Ufficio con nota n. prot. 624, nella misura in cui consente, nell’area vincolata di cui è questione, interventi di trasformazione dei luoghi che, per un verso alterano sensibilimente la destinazione originaria del compendio e, per altro verso, impediscono, se realizzati, la fruibilità percettiva del Complesso Deposito Cavalli Stalloni” (…) rilevata la necessità di dover intervenire in autotutela, annulla l’autorizzazione a suo tempo rilasciata dalla Soprintendenza ABAP Bat-Foggia, ordina la sospensione degli interventi in corso e la presentazione di una proposta progettuale in variante, da mettersi a punto sulla base delle prescrizioni che questo Ufficio provvederà ad impartire”.

Insomma,  la Soprintendenza smentisce la stessa Soprintendenza. Non boccia tuttavia l’intero intervento ma ne chiede una modifica nella parte relativa alla visuale dei Cavalli stalloni. Elemento che, ovviamente, va ad allungare i tempi di realizzazione di un progetto che si credeva ormai definitivo. Motivo per cui Landella ha già dato mandato agli avvocati per un ricorso al TAR, intende denunciare la Soprintendente per abuso di potere e chiedere anche i danni.

Mainiero: allarmismo ingiustificato

“Nessun allarmismo, quel provvedimento sospende in ragione di una richiesta di modifica del progetto, laddove evidentemente viola precise disposizioni. Una forma di tutela preventiva che non rischia assolutamente di far perdere i finanziamenti o peggio di bloccare “tout court”. Un allarmismo  che evidenzia il nervosismo di chi immaginava di utilizzare per scopi propagandistici un’opera che non è tra l’altro farina del suo sacco” dichiara, al veleno, il consigliere comunale Giuseppe Mainiero, dal fronte politico.

Volpe: intervenga il Ministro


E dal fronte non solo progettuale, ma anche politico, interviene sulle colonne dell’Huffington Post, il prof. Giuliano Volpe, archeologo e presidente emerito del Consiglio superiore Beni culturali e paesaggistici del MiBAC, che, in un editoriale dal titolo: “Se la tutela rischia di essere nemica dei cittadini”, chiede un intervento del Ministro Bonisoli.

“Si può bloccare un parco urbano?  - si chiede Volpe- Si può dire di no a uno spazio verde attrezzato che si speri contribuisca a migliorare la qualità della vita dei cittadini? In nome di quale tutela? Si intende inseguire la protesta di uno dei tanti comitati del no a qualsiasi cosa? Si preferisce lasciare quell'area nello stesso stato di abbandono nel quale è da anni invece di contribuire al suo recupero e a una nuova destinazione pubblica? Non si considera che la stragrande maggioranza dei cittadini attende da anni un nuovo polmone verde, uno spazio di socializzazione, un'area sottratta alla speculazione e al degrado, preziosa in una città gravata di tanti problemi sociali ed economici. È il caso di ripeterlo: in quell'area non è stata progettata una lottizzazione, non si costruiranno palazzine o villette, ma si intende realizzare un parco urbano.

Non so quali saranno gli sviluppi di questa triste vicenda. Mi auguro vivamente che si trovi rapidamente una soluzione e che si evitino rotture che rischiano di avere strascichi di vario tipo. Auspico anche un intervento del ministro Bonisoli, persona aperta ed equilibrata che non credo desideri lo scontro.

Mi preoccupa soprattutto la spia del ritorno a una idea di 'tutela' muscolare (nei fatti assai debole), fatta solo di 'no', di divieti e diffide, di carte bollate e note scritte nel tipico linguaggio iperburocratico, di autoritarismo senza autorevolezza, di rifiuto del dialogo e della condivisione, dello scontro più che dell'incontro con le altre Istituzioni pubbliche, soprattutto incapace di cogliere le esigenze di una comunità. Di sentirsi parte di una comunità. È solo un caso isolato? O è una delle avvisaglie di un nuovo clima? Spero sinceramente che i miei timori siano smentiti. Soprattutto per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale, impossibile senza condivisione, sostegno sociale e partecipazione democratica” conclude Volpe.

Sgarbi: merito mio e di Lovecchio

Nel bailamme si aggiunge Vittorio Sgarbi che, su La7, plaude allo stop, facendo sapere che "con il deputato di Foggia, Giorgio Lovecchio, siamo riusciti a bloccare l'intervento". Parole che pesano come un macigno sui 5stelle, rispetto a cui il deputato è chiamato a fare chiarezza. Anche col suo Movimento, evidentemente.

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