Incremento Tarsu, dal 2012 previsto un +35%. Scintille a Palazzo di Città

Animato vertice di maggioranza ieri a Palazzo di Città. Oggi la proposta approderà in giunta. Io Sud chiude la porta. Lambresa: "Se avessimo voluto una gestione commissariale, avremmo dichiarato il dissesto".

Sale vertiginosamente la temperatura nella maggioranza Mongelli, alle prese con la chiusura di un bilancio difficile. Ieri sera l’animato vertice di maggioranza. E oggi si replica in giunta, dove si preannunciano scintille. La proposta messa sul tavolo delle forze politiche nelle ultime ore è tra le più indigeste, per tempi e contenuti: aumentare la TARSU, la tassa che i cittadini versano al Comune di Foggia per i rifiuti solidi urbani; aumentarla in un periodo di forte emergenza in città (è cronaca di questi giorni il drammatico livello di pulizia ed igiene urbana in cui è ripiombato il capoluogo).

E neanche un “ritocchino” bensì una “botta” secca del 35% in più: per una casa di 100 metri quadrati - per intenderci - si pagherebbero 285 euro all’anno invece degli attuali 220. Con i sacchetti in bella mostra sotto casa. La notizia, insomma, ha il sapore della beffa. E fa letteralmente scattare sulla sedia. Certo, scatterebbe nel 2012 ma è ovvio che bisognerà impegnarsi molto per spiegare ai foggiani la “bontà” del provvedimento.

Già l’altro ieri una prima riunione di giunta è saltata per permettere agli assessori Pd di partecipare ad un vertice di partito convocato in tutta fretta. Stringono le spalle: l’incremento - questo il ragionamento - per certi versi diviene obbligatorio per il Comune di Foggia visti i tempi di “magra” e l’imposta ferma a 9 anni fa (neanche l’adeguamento Istat del 20%). Ma che - è evidente - necessita contestualmente di un‘operazione di bonifica della città e della stessa azienda comunale Amica, “per capire - dicono - cosa sta accadendo”. Ma se il Pd ( assieme ai Socialisti) è pronto ad ingoiare il rospo (peraltro stessa cosa sta avvenendo a Manfredonia con la gestione del democratico Angelo Riccardi), Io Sud chiude la porta: “Proposta irricevibile. I cittadini non la comprenderebbero” il commento serafico del vicesindaco Lucia Lambresa, che auspica una rivisitazione del provvedimento oggi in giunta.

Sotto accusa non è l‘incremento in sé: “che può anche starci visto che le tariffe applicate dal Comune di Foggia sono datate” dice Lambresa, “ma non oltre l’adeguamento Istat (+ 20%) e non senza una valutazione analitica dello stato in cui versa Amica con tanto di piano, serio e rapido, per uscirne”. “In caso contrario - garantisce - la mia firma non ci sarà”, pronta alle estreme conseguenze. Ad auspicare una mediazione anche i centristi dell‘Udc, che proprio non ci tengono a “mettere il cappello” su gestioni passate “scellerate”, e Sinistra Ecologia e Libertà. E se le forze politiche sono impegnate in questi ore ad individuare un possibile punto di incontro, si fanno sentire i sindacati. Pronta alla mobilitazione la Cisl: “I foggiani sono stanchi di pagare i costi della crisi del Comune” tuona il segretario Di Conza, che invita l’amministrazione a “confrontarsi con i corpi intermedi per trovare soluzioni alternative per risolvere i problemi“.

 

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