Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca

Terremoto Emilia: rientrano gli studenti foggiani, ma partono i volontari

Trepidante attesa dei familiari alla stazione di Foggia. Annullate le prenotazioni per il Nord. Partiti gli uomini del 115, i volontari della Protezione Civile, della CRI e dell'associazione volontari carabinieri

In preda all'ansia hanno atteso che l'Eurostar delle 20.10, in arrivo da Milano Centrale, si fermasse al binario 5. C'erano alcune mamme, un padre, una fidanzata. Pochi. Ma la gran parte erano lì nel tardo pomeriggio di ieri.

LA CRONACA - "Alcuni ragazzi sono stati fortunati o avevano già una prenotazione. Hanno preso i Frecciabianca e i Frecciarossa pomeridiani delle 16.09 o delle 17.10. Altri hanno dovuto attendere e stivarsi sul primo treno disponibile".

Il capostazione li invita a tenersi dentro la linea gialla, a non oltrepassarla. Ma l'attesa è snervante, troppo per non sporgersi col capo a cercare di guardare verso Nord, oltre l'orizzonte. Quel treno ha accumulato già 70 minuti di ritardo. "E' fisiologico" ci spiega Trenitalia. "Le forti scosse telluriche che hanno colpito l'Emilia e la Lombardia hanno obbligato RFI a controlli di sicurezza prima della partenza dei convogli". Ci sono treni che hanno accumulato anche tre ore di ritardo. "Cause di forza maggiore,non dipende da noi" chiarisce l'ufficio stampa.

E certo che, dopo aver tanto imprecato contro i ritardi e i disservizi di Ferrovie dello Stato, quei volti ora non inveiscono. Al contrario, si illuminano, quasi che ogni minuto in più di ritardo accumulato corrispondesse ad una maggiore sicurezza per il proprio caro a bordo.

Ed allora ben venga l'attesa. "Sto qui anche fino a mezzanotte se necessario" ci dice Gianni P. "Chi aspetta?" gli chiediamo. "Mia figlia, studia a Milano. Doveva scendere per la festività del 2 giugno e restare qualche giorno. Ma se non fosse salita lei su un treno, sarei andata a prenderla io con la forza. Ma le ha visto quelle immagini?".

Certo, quelle propinate in queste ore dai media nazionali. Il terremoto che ha fatto tremare l'Emilia, lambendo la Lombardia: le macerie, i morti, i feriti, i dispersi, gli sfollati. "So che i treni sono stati presi d'assalto. Gente salita anche senza biglietto pur di prendere un treno e sparire da quell'inferno. Quattro studenti universitari che abitano nel mio condominio sono già tornati a casa. Stamattina. Loro studiano a Bologna" racconta Francesco F. "No, non credo ripartiranno, almeno per il momento" scrolla il capo. Di avviso diverso, invece, Trenitalia: "No, nessun treno aggiuntivo perché non abbiamo registrato flussi straordinari di viaggiatori. Tutto nella normalità. Anzi, centinaia di prenotazioni sono state disdette. Ai nostri utenti abbiamo dato la possibilità di farlo senza alcuna penale da sopportare o aggravio di costi". A disdire il viaggio soprattutto coloro diretti al Nord. Nella sola stazione di Foggia, nel giro di un'ora, sono state cancellate una quindicina di prenotazioni. Questo verso Nord.

Perché sulla traiettoria inversa, verso Sud, le notizie che rimbalzano sui social network parlano di calate in massa ai paesi d'origine, soprattutto di studenti. Per i lavoratori è diverso, più difficile mollare tutto e tornare a casa.

Ma per ogni persona che torna, che scende, ce n'è una che parte, che sale. La paura che si scontra e si incrocia con la solidarietà, sullo stesso percorso, a direzioni invertite. Sono gli uomini del 115 del comando provinciale di Foggia, partiti alla volta dell'Emilia con 4 mezzi e 9 uomini; i volontari della Protezione Civile, della Croce Rossa Italiana.

L'Associazione Nazionale Carabinieri Nucleo Protezione Civile Foggia 158 ha radunato volontari autosufficienti. C'è bisogno di tutto. Di uomini e di donne. Di mani e di mezzi. E Foggia c'è e ci sarà. Come sempre.

Perché quando la paura è collettiva, vince la solidarietà. E Foggia, seppur persa tra mille problemi, è terra solidale. "Mio figlio, ad esempio, è rimasto su" ci dice Rosa F., "collabora con un'associazione di volontariato, nel tempo libero. Ma ora è tempo di esserci, è tempo di restare".

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