Cronaca

Ordinanza incomprensibile e il futuro dei minori, quanti dubbi sul Ghetto dei Bulgari: "Che cosa fa il Comune?"

Camera Minorile di Capitanata e Comitato Provinciale Unicef critici sull’operato dell’Amministrazione: “Altro maldestro e superficiale tentativo di sgombero. Quali sono le soluzioni nell’immediato da parte del Comune?”

Ghetto dei Bulgari, a che punto siamo? Mentre domani è previsto lo sgombero dell’area, Rosalbina Perricone del Comitato Provinciale Unicef Foggia, e Maria Emilia De Martinis presidente della Camera Minorile di Capitanata non nascondono le perplessità sulle azioni che verranno messe in atto nei prossimi giorni.

In una nota congiunta fanno il punto della situazione, partendo dall’ordinanza sindacale n.8 del 9.2.2017. All’epoca la procedura si arrestò, perché non fu notificata alla quasi totalità dei nuclei familiari che risiedevano nel ghetto, e soprattutto perché il documento non era tradotto in lingua bulgara.

“Venerdì scorso, i Vigili urbani sono tornati al ghetto muniti della stessa ordinanza corredata di “traduzione” totalmente priva di ogni formalità giuridica, oltre che scritta in una lingua incomprensibile e comunque non in lingua bulgara. In ogni caso, detta ordinanza con “fogli” annessi non è stata formalmente consegnata e notificata ad alcuno”, accusano la Perricone e la De Martinis.

“A fronte di questo ulteriore maldestro e superficiale tentativo di sgombero, ci si chiede, in primis, quali siano le soluzioni messe in atto dal Comune nell’immediato, ma anche a lungo termine dirette alla salvaguardia dei minori e al loro diritto a crescere all’interno della famiglia di origine. L’eventuale soluzione di un collocamento di massa dei minori all’interno di strutture, con o senza le madri, sarebbe anche di difficile realizzazione poiché non condivisa con le famiglie che, di contro, attendevano degli interventi a sostegno dei nuclei familiari e, solo ad esito negativo, un eventuale allontanamento dei propri figli (come previsto normativamente)”, precisano.

“Il tutto – proseguono la De Martinis e la Perricone – specie alla luce della circostanza che il programmato e tanto auspicato centro diurno, frutto di una collaborazione di volontari e della Caritas, di fatto, non ha avuto mai realizzazione piena, poiché lo stesso giorno di inizio delle attività il Comune tentò la prima notifica dell’ordinanza di sgombero senza alcun preavviso o condivisione. Questa circostanza ha allarmato la comunità dei bulgari che ha inteso tutto il progetto come una ‘trappola’ ”.

“Tutto il lavoro dei volontari è stato vanificato. A ciò si aggiunga, l’enorme dispendio economico che il comune avrebbe con il collocamento dei minori in comunità, esborso che potrebbe essere notevolmente ridotto ipotizzando altre soluzioni a sostegno dei minori e dei nuclei familiari”, concludono le presidenti del Comitato provinciale Unicef e della Camera Minorile di Capitanata.

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