Sfrattati perché non riescono a pagare l’affitto. Il Comune: “Falso, possono”

Il capo famiglia, Francesco Siliberti, è invalido al 100%. Il Comune non può più pagare parte dell'affitto di via Bonante: "Hanno un reddito sufficiente"

Tra meno di 48 ore la famiglia Siliberti sarà fuori di casa. L’ufficiale giudiziario arriverà alle 9.30 per procedere con lo sfratto esecutivo. Dal quel momento i 4 componenti del nucleo familiare, mamma Rosanna, papà Francesco (invalido al 100 %) ed i due figli saranno “in mezzo ad una strada”.

Parole che fanno stringere il cuore umano, è naturale. Storie di ordinaria indigenza che a Foggia sono sempre esistite e che la crisi, purtroppo, moltiplica, in un groviglio ormai inestricabile nel quale il diritto ed il bisogno reale si mescolano, frequentemente, ai casi, tanti, di illegalità e di abusivismo, prodotti di un assistenzialismo malato che ha attanagliato per decenni Foggia, e non solo.

Ecco perché, per quanto sopraffatti dall’umana pietas, la realtà impone di parlarne con le dovute cautele, nel tentativo di capire da che parte stia la ragione, nella consapevolezza che è indegno di una società civile non soccorrere nel bisogno ma anche coscienti del fatto che per ogni diritto abusato, un altro ne viene negato. E allora ci limitamo a raccontare la vicenda utilizzando e mettendo a confronto le ragioni e le dichiarazioni delle parti in causa.

La famiglia Siliberti, foggiana, madre, padre, due figli (maggiorenni), da 20 anni combatte per rivendicare il diritto ad una casa. Oggi abita in un appartamento della Legge Gozzini, in via Bonante, che il 5 dicembre dovrà lasciare perché inadempiente rispetto al pagamento del canone di locazione mensile.

Il Comune di Foggia avrebbe aiutato fino all’anno scorso inviando alla famiglia una quota parte del canone mensile (350 euro/mese dal 2006-2010, 280 euro nel 2011). Un aiuto che però, considerate anche le drammatiche condizioni in cui versa l’ente sul fronte finanziario, quest’anno si è interrotto. La famiglia non riesce più a pagare: arriva lo sfratto. Secondo il Comune di Foggia “la famiglia possiede un reddito sufficiente a sostenere i canoni di fitto, come da accertamenti effettuati” ed in famiglia ci sono due figli maggiorenni.

Ma per la signora Rosanna così non è. In casa entra un reddito lordo di 18.715 euro, “insufficiente – secondo la padrona di casa - a garantire finanche il sostentamento minimo”. Certo, il signor Francesco, invalido al 100%, percepisce la pensione di accompagnamento, ma quella andrebbe via, come d’obbligo, per le spese mediche.

Per oltre dieci anni hanno occupato un alloggio popolare, al civico 103 di Corso Roma, poi sfrattati dallo Iacp perché “nell’assegnazione ci sarebbe stato un errore” evidenziano dal Comune di Foggia in una nota stampa, “e lo Iacp, come si evince da sentenza del Tribunale, restituì ai signori Siliberti quanto versato a titolo di affitto in considerazione dell’errore in cui era incorso l’istituto”.

E sempre dal Comune di Foggia si fa rilevare come “nel 2004 il signor Siliberti partecipò ad un bando pubblico per l’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica ma la sua domanda fu esclusa per superamento del reddito”. Pertanto non c’è possibilità oggi, per loro, di un alloggio popolare, “né ci sono locali vuoti da destinare allo scopo attese anche le numerosissime richieste di alloggi pervenute al Servizio Politiche Abitative” precisano dal Comune di Foggia che ricorda che “sono in corso verifiche e controlli per far emergere situazioni di abusivismo al fine di procedere allo sgombero ed alle assegnazioni ai regolari assegnatari”.

Ma la famiglia Siliberti è disperata. Tra 48 ore dovrà lasciare quell’abitazione in via Bonante e si moltiplicano in queste ore gli appelli in loro favore. “Da quel momento non saremo più una famiglia  - dichiara amaramente la signora Rosanna - ci spacchetteremo, ciascuno si appoggerà provvisoriamente da un parente. E questa non è la vita dignitosa che le istituzioni dovrebbero garantire ai propri cittadini”.

 

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