Report Monitoraggio Covid: indice Rt in calo, ma quasi tutte le Regioni sono ancora ad alto rischio

L'indice Rt è sceso a 1.4 (in Puglia e a 1.44), il che potrebbe essere collegato alle misure adottate a partire dal 14 ottobre. Tuttavia restano le criticità legate all'aumento dei casi e dei ricoveri

Potrebbe essere l'inizio di una nuova fase, ma per sostenerlo con piena certezza occorrerà ancora del tempo. Quel che, però, emerge dall'ultimo Report monitoraggio Covid del Ministero della Salute, è una lieve riduzione della trasmissibilità. Malgrado resti ancora elevata, il calo potrebbe essere correlato all'adozione delle misure di mitigazione: "Tale andamento andrà confermato nelle prossime settimane e non deve portare ad un rilassamento delle misure o ad un abbassamento dell’attenzione nei comportamenti", si legge nel report il quale evidenzia comunque la gravità della situazione dettata dall'aumentato impatto sui servizi assistenziali. 

Nella maggior parte delle regioni si conferma una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo 3, con diminuzione nel numero di Regioni/Pa in cui la velocità di trasmissione è compatibile con uno scenario 4.

Detto degli aspetti più incoraggianti, occorre però soffermarsi sulla tenuta dei presidi ospedalieri: "La situazione descritta in questa relazione evidenzia forti criticità dei servizi territoriali e il raggiungimento attuale, in un numero crescente di Regioni/PA, o imminente delle soglie critiche di occupazione dei servizi ospedalieri. Questo interessa l’intero territorio nazionale. Tutte le Regioni/PA sono classificate a rischio alto di una epidemia non controllata e non gestibile sul territorio o a rischio moderato con alta probabilità di progredire a rischio alto nelle prossime settimane". Ecco perché, evidenzia il report, "è essenziale rafforzare le misure di mitigazione in tutte le Regioni/PA in base al livello di rischio identificato come indicato nel documento 'Prevenzione e risposta a Covid-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale' trasmesso con Circolare del Ministero della Salute del 12/10/2020 Prot. 32732, in accordo con il Ministero della Salute".

Anche questa settimana si osserva un aumento dei casi che fa alzare l'incidenza negli ultimi 14 giorni a 648,33 casi per 100mila abitanti (nel precedente periodo erano 523,74). L'aumento dei casi è diffuso in tutto il Paese. 

Indice Rt in calo 

L'auspicio formulato dal premier Conte ("Confido che l'Rt nazionale, arrivato a 1,7 nei giorni scorsi, si sia abbassato per effetto delle misure adottate") nei giorni scorsi, ha trovato un riscontro chiaro. L'indice Rt è sceso a 1.4 (in Puglia è sceso a 1.44), il che è collegabile con le misure adottate per il contenimento dei contagi. "Tuttavia, l'indice resta al di sopra di 1 e questo è solo un primo segnale di una diminuzione della trasmissione che potrebbe essere attribuita ai provvedimenti presi. Purtroppo, il virus circola e si verifica un preoccupante aumento sia dei ricoveri ospedalieri che in terapia intensiva. Questo giustifica l'adozione di ulteriori misure restrittive che devono essere prese soprattutto nelle regioni a rischio più elevato", fa presente il prof. Rezza, Direttore Generale della Prevenzione presso il Ministero della Salute. 

Insomma, sono timidi segnali che non devono per nessuna ragione indurre a un abbassamento della guardia. Anzi. Come evidenzia il report, a eccezione del Molise, tutte le regioni e pa sono classificate come ad alto rischio. 

Continuano, infatti, a essere segnalate molteplici allerte relative alla resilienza dei servizi sanitari: "Si osserva complessivamente una criticità nel mantenere elevata la qualità dei dati riportati al sistema di sorveglianza integrato sia per tempestività (ritardo di notifica dei casi rapportati al sistema di sorveglianza su dati aggregati coordinati dal Ministero della Salute) sia per completezza. Il dato epidemiologico analizzato è relativo alla settimana 2-8 novembre 2020 che al momento è il dato consolidato più recente disponibile. Di per sé, questo costituisce una ulteriore prova della generale criticità di resilienza diffusa su tutto il territorio nazionale e dovuta alla gravità della situazione epidemiologica. Come conseguenza questo può portare ad una sottostima della velocità di trasmissione e dell’incidenza". In calo ulteriore la percentuale di casi rilevati attraverso l'attività di tracciamento dei contatti, mentre aumenta il numero di casi non riconducibili a catene di trasmissione note. Ben l'80% dei nuovi casi segnalati in alcune Regioni/Pa non sono riconducibili a catene di trasmissione. 

Per questo, in conclusione, pur evidenziandosi una lieve flessione dell'indice di trasmissibilità, restano le criticità legate all'aumento dell'incidenza, che rende sempre più problematica la tracciabilità delle catene di trasmissione, e alla tenuta dei servizi assistenziali. All'abbassamento dell'indice rt non corrisponde ancora una flessione dei ricoveri nei reparti Covid e nelle terapie intensive, in aumento costante. Pertanto, il report ribadisce l'importanza di adottare misure drastiche volte a una ulteriore riduzione delle interazioni fisiche: "È fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile".

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