Foggia, protesta degli studenti in piazza: “La biblioteca è nostra, non si tocca”

Un presidio trasversale, che coinvolge diverse fasce generazionali, così come ampia è l'offerta proposta dalla biblioteca di viale Michelangelo. Regina Barile: "La situazione è intollerabile: è l'ennesimo attacco alla cultura"

La protesta in biblioteca

Oltre un centinaio di studenti si sono dati appuntamento, questa mattina, in piazza XX Settembre a Foggia, dinanzi a Palazzo Dogana, sede dell’Ente provinciale per protestare contro la delibera prevista dal commissario straordinario Fabio Costantini che prevede una riduzione dell’orario di apertura dei locali della Biblioteca Provinciale “La Magna Capitana” e lo stop all’orario continuato.

Loro sono gli studenti delle associazioni Link Foggia, UDS – Rete della Conoscenza, del liceo scientifico Volta e dell’Istituto Marcelline: tutti insieme, al grido “La biblioteca è nostra e non si tocca” per difendere un importante spazio di fruizione della cultura. Un presidio trasversale, che interessa e coinvolge, diverse fasce generazionali, così come ampia e trasversale è l’offerta proposta dalla biblioteca di viale Michelangelo.

LA REPLICA DEL COMMISSARIO FABIO COSTANTINI

Il presidio attende di poter parlare con il commissario Costantini, al momento impegnato in altre questioni istituzionali. "Abbiamo parlato con il capo di gabinetto, De Finis, al quale abbiamo chiesto copia della delibera in oggetto – spiega a FoggiaToday, Regina Barile di Link Foggia -  il nostro obiettivo, adesso, è quello di entrare a far parte del tavolo di concertazione degli orari e della turnazione della struttura. Tavola che non sappiamo quando verrà convocato”.

I primi ad essere penalizzati dall’orario ridotto, infatti, sono proprio gli studenti, i primi fruitori della struttura.  “E’ un disagio enorme”, continua Barile. “Gli studenti di Economia non hanno una sala studio, gli studenti di Lettere possono contare su una biblioteca che chiude alle 16,30 e gli studenti delle scuole superiori non possono frequentare la biblioteca la mattina perché sono a scuola”.

Poi rincara la dose: “Sono queste le prime persone che riempiono la biblioteca. Dobbiamo davvero fare le valigie e lasciare la città perché qui non possiamo nemmeno studiare? La situazione è intollerabile. E non venissero a parlarci di turnazioni o spostamenti di orario: questo è l’ennesimo taglio, l’ennesimo attacco alla cultura”.

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