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Foto di repertorio

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Scandalo foto e chat erotiche, il vescovo ammonisce la comunità: "Non fate commenti sul don e via dai social"

Le parole del vescovo Luigi Renna durante l'omelia concelebrata con il don travolto dallo scandalo delle foto e chat erotiche. Il gigolò Mangiacapra: "L'invito all'oblio non è congruo"

“Come vi ho annunciato ieri al consiglio pastorale parrocchiale, comunico a tutta la comunità che per il bene di don *** e per il bene di questa comunità, egli oggi la lascia. Seguiamolo con la preghiera evitando ogni forma di giudizio e lasciamo tutto nel cuore e nelle mani del Vescovo, che non ammette di prendere lezioni né da giornalisti né da chi ha una vita che diverge da quella del Vangelo, e spero che anche voi non prendiate lezioni, se non da chi siede sulla cattedra della Croce”. E’ questa una parte dell’omelia con cui il vescovo Renna tre sere fa ha congedato (non si sa per quanto) il don coinvolto di recente nello scandalo di chat e foto erotiche svelato da Foggiatoday. Un allontanamento che non è chiaro se sia voluto dal presule o forzoso; in ogni caso è l’unico “provvedimento” assunto ad oggi, per il bene della comunità e del parroco stesso, per provare a recuperare serenità, nelle more di fare chiarezza e di maturare eventuali granitiche certezze. 

Monsignor Renna, poi, rassicura i fedeli sul regolare prosieguo dell’attività della parrocchia: “Continueranno le celebrazioni eucaristiche la sera alle ore 19, si preparerà la festa, sarà tutto regolare, vissuto in uno spirito nuovo. Uno spirito nel quale non ci saranno combriccole di persone, né in chiesa né in Sacrestia” e suona, questo, come un ammonimento rispetto ad un “andazzo” maturato da qualche fedele evidentemente non gradito a mons. Renna. “Amate di più le vostre case, amate un po' di più le vostre famiglie non perdete tempo dietro le chiacchiere. Se dovete venire in chiesa, venite per fare un po' di adorazione eucaristica per il resto io sarò qui, però non mi piacciono queste persone che vengono qui a perdere tempo, si viene qui per le catechesi e per la preghiera; per il resto lo dico soprattutto alle donne, amate di più le vostre case e alle altre persone amate di più fare la Carità”

Quindi Renna invita a non fare commenti su don e, nell’epoca di internet, a stare lontani dai social, quasi fossero questi la causa dello scandalo (più che, ove acclarato, il materiale che coinvolge il presule): “Noi da soli non possiamo risolvere nulla. Ci affidiamo alla Madonna con la supplica alla Madonna di Pompei. A lei affido questa comunità sicuro che un giorno questa comunità potrà recarsi al santuario di Pompei a ringraziarla perché ci sia un clima nuovo e soprattutto sia estirpato un clima di giudizio. Il giudizio è frutto della coscienza. Vi prego di non fare nessun commento sul fatto che don *** lascia la comunità, né di solidarietà, né di altro su Facebook, non abbiamo nulla a che fare con i social che hanno dilaniato la carne di Cristo che siete voi”.

E proprio in virtù di questo, nega (e ha un che di clamoroso) lo scambio del segno della pace tra i fedeli, quasi che la pace sia stata attentata dal comportamento di una comunità (anche se non se ne comprende il motivo): “Chi decidete di essere? – tuona Renna- La comunità Cristiana o la comunità che ha svenduto la sua dignità e la sua vita sulla piazza? Per questo chiedo non il silenzio dell’omertà, ma il silenzio che si ha in una casa quando ci si deve confrontare sulle cose della casa propria”.  Quindi rassicura: “Il vescovo ricercherà, troverà la verità, farà la giustizia che la chiesa richiede, però le modalità non sono quelle di noi cristiani sono quelle che provengono da Cristo al quale noi vogliamo chiedere di regnare su questo paese”. 

“L’invito all’oblio non è congruo perché se un sacerdote vive una doppia vita, per quanto apparentemente comoda, tacere non è utile a se stesso né a tutte le persone per cui egli dovrebbe rappresentare una guida e un esempio da seguire. Il comportamento non consentaneo agli obblighi dei prelati non può restare sempre impunito perché ciò significherebbe permettere ancora di separare ciò che si esercita da ciò che si esprime, come è tipico di chi ha una doppia morale schizofrenica” scrive Francesco Mangiacapra sul suo blog, dove ha trascritto l’intera omelia, contestandola e mettendo in evidenza, a suo parere, le contraddizioni, e puntando il dito contro il “tentativo di incolpare la comunità, quasi a voler rendere il parroco vittima della comunità dei fedeli più che delle sue stesse azioni”.

Il gigolò campano che ha già fatto aprire decine di casi nella Chiesa di preti invischiati in giri orgiastici omosessuali, ha fatto sapere di avere “materiale” per la Curia di competenza, che presto verbalizzerà. Intanto Foggiatoday ieri ha dato conto di una chat in cui il prete in questione è tirato in ballo (qui), oltre che di alcune foto che lo ritraggono nudo nel bagno che ha numerosi elementi di richiamo con la canonica. Fino a provvedimento ufficiale, abbiamo scelto di non diffondere generalità del presule e località in questione. 

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