Cronaca

Esponente del clan Sinesi-Francavilla morto suicida in carcere: l'estremo gesto nella sua cella, aveva 43 anni

Il suicidio è avvenuto nel carcere di Foggia ieri pomeriggio

Ieri pomeriggio nel carcere di Foggia si è tolto la vita Alessandro Lanza, esponente del clan Sinesi-Francavilla.

Secondo quanto riporta l’Ansa, l’uomo stava scontando una pena residua di due anni per mafia e tentata estorsione a due imprenditori foggiani nell’ambito del processo Corona, il blitz compiuto nel 2013 nel corso del quale vennero arrestate 24 persone tra boss e picciotti della mala foggiana. Due anni prima il 43enne era stato coinvolto nell’operazione Blauer con l’accusa di aver favorito la latitanza dell’allora boss della mafia garganica Franco Libergolis. Fu poi assolto in appello nel 2016. 

Nell’ambito del processo ‘Piazza Pulita’ era stato accusato di estorsione in concorso con il fratello perché avrebbe imposto la sua assunzione in una cooperativa vicina all’ex azienda Amica, l’azienda che gestiva i rifiuti nel capoluogo dauno, poi dichiarata fallita.

Lanza era stato condannato a una pena di sette anni per estorsione aggravata dal metodo mafioso: la sentenza era stata annullata in Cassazione con rinvio in Corte d'Appello.

Il 21 aprile 2021, nel carcere di Avellino, si era tolto la vita Domenico Valentini, 49 anni, giudicabile per reati associativi ex art. 416 bis, accuse che ha sempre respinto. Il suo nome era legato a quello del boss Rocco Moretti: insieme a lui, fu arrestato nel 2017 per estorsione e condannato a 2 anni e 8 mesi; tornato in libertà finì nella schiera delle decine di arresti del maxi-blitz 'DecimAzione'. 

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