Cronaca Peschici

"Suo marito sta meglio", ma il 42enne e padre di due bambini muore 24 ore dopo: la moglie porta il caso in Procura

La giovane vedova vuole la verità sulla morte del marito 42enne. Al vaglio della Procura vi è la posizione di 14 operatori sanitari per l’ipotesi di reato di omicidio colposo in concorso. Casa Sollievo: "Rammaricati per l'infausto esito. Cure svolte con impegno e professionalità"

Finisce sul tavolo della Procura di Foggia il caso del 42enne di Peschici, Matteo Elia D’Amato, deceduto lo scorso 24 febbraio, a ‘Casa Sollievo della Sofferenza’, dove era ricoverato da circa 15 giorni per infezione da Covid-19.

Durante il ricovero, l’uomo - secondo quanto denunciato dalla moglie, rappresentata dall’avvocato Giuseppe Falcone - era stato trasferito in Terapia Intensiva, dove è stato per alcuni giorni in stato di coma, dal quale si era svegliato pochi giorni prima del decesso. La donna era stata rassicurata dagli operatori del reparto circa il miglioramento delle condizioni di salute dell’uomo.

“Mi era stata detto che le condizioni di mio marito erano migliorate e che dovevo stare tranquilla”,  mette nero su bianco nella querela. Salvo poi ricevere - appena 24 ore dopo tale comunicazione - la notizia, improvvisa e inaspettata, della morte del 42enne, avvenuta per “arresto cardiaco determinato da una forte crisi respiratoria".

Una motivazione che non convince la giovane vedova, madre di due bambini di 5 e 10 anni. Per questo, il prossimo lunedì mattina verrà affidato l’incarico per eseguire l’autopsia sul corpo dell’uomo. Solo l’esame autoptico, infatti, potrà fare luce sulle cause del decesso.

Intanto, al vaglio della Procura dauna (pm Laura Simeone) vi è la posizione di 14 operatori sanitari per l’ipotesi di reato di omicidio colposo in concorso. “Attendiamo con ansia gli esiti dell’autopsia, che potranno fare luce su cosa abbia causato il decesso di un uomo di 42 anni che non aveva patologie pregresse”, spiega l’avvocato Falcone a FoggiaToday. “Ho chiesto, inoltre, che venga accertato il numero di decessi per casi analoghi registrato negli ultimi mesi, perché la statistica può essere importante”, continua il legale.

Nell’atto di denuncia, inoltre, si chiede che vengano disposti “accertamenti tecnici non ripetibili al fine di accertare se gli ambienti oggetto della degenza, con relative apparecchiature e strumentazioni, siano conformi alle vigenti disposizioni di legge, anche in materia di norme anti-Covid 19”

Sulla vicenda, interviene Casa Sollievo della Sofferenza, esprimendo "rammarico per l’esito infausto della malattia che ha colpito il paziente, nonostante gli sforzi messi in atto da tutto il personale sanitario che ha condotto la cura con impegno e professionalità. Riguardo all’indagine in corso da parte della Autorità Giudiziaria - si legge nella nota - si esprime piena fiducia nel suo operato e se ne attendono le risultanze, con la serenità derivante dalla consapevolezza di aver operato costantemente per il bene del paziente".

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