Finisce in carcere l'uomo che ha investito e ucciso Vincenzo Maffeo. Aveva portato a riparare il mezzo da un carrozziere

Si conclude la  minuziosa attività info-investigativa della polizia stradale di Foggia, che già nella tarda serata di sabato aveva individuato e posto in stato di fermo un autotrasportatore di Torremaggiore accusato di omicidio stradale per la morte del 35enne di Foggia avvenuta sulla Statale 16 in agro di Carapelle

Nella giornata di ieri, il gip del Tribunale di Foggia ha disposto la misura cautelare in carcere nei confronti dell’autotrasportatore che, lo scorso sabato mattina, si è reso responsabile dell’omicidio stradale del trentacinquenne Vincenzo Maffeo, avvenuto sulla Statale 16, in agro di Carapelle.

In particolare, gli investigatori della Stradale hanno lavorato a lungo sui segni lasciati sull’asfalto a seguito dell’impatto mortale: una evidente frenata ed alcuni detriti di plastica riconducibili al mezzo pesante che ha travolto la vittima. 

Tra i detriti è stata rinvenuta una parte del gruppo ottico riportante alcuni codici che hanno consentito di individuare la marca ed il modello del veicolo investitore.

I successivi accertamenti merceologici, effettuati presso la casa costruttrice e la rete dei concessionari, hanno permesso di restringere le ricerche ed identificare compiutamente l’automezzo ed il suo autista. 

Quest’ultimo, nel frattempo, aveva ricoverato il veicolo presso un’autocarrozzeria, dove lo stesso veniva rinvenuto e sequestrato, poiché presentava danni compatibili con l’impatto ed anche al fine di evitare che venisse riparato, con conseguente sottrazione del materiale probatorio.

Ulteriori riscontri sono stati acquisiti attraverso le telecamere posizionate sul sedime stradale che ritraggono il veicolo in marcia sulla Statale16 in orario compatibile con quello dell’incidente. 

Infine, si e proceduto anche al sequestro della carta conducente presente nel cronotachigrafo che è risultata intestata all’autista il quale risponde di omicidio stradale ed omissione di soccorso.  L’uomo dopo l’udienza di convalida del fermo è rimasto detenuto in carcere.

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