L'impianto di compostaggio s'ha da fare. E "sarà pronto in un anno". Il Comune di San Severo sconfessato dal Tar

Arriva il via libera al cantiere dell'ex Safab. L'autorizzazione integrata ambientale comprendeva già il permesso di costruire. La sentenza definisce "contraddittorio e ondivago" l'atteggiamento dell'Amministrazione

Ex Safab, area destinata all'impianto

I lavori dell'impianto di compostaggio Saitef possono partire. Il permesso di costruire è integrato nell'autorizzazione integrata ambientale. Lo ha decretato la seconda sezione del Tar di Bari che ha accolto il ricorso presentato dalla società Saitef, rappresentata dall'avvocato Luigi Quinto, contro il provvedimento del Comune di San Severo che aveva inibito l'inizio dei lavori.

A febbraio, il cartello di cantiere esposto davanti all'ex Safab, in contrada Ratino, aveva allertato comunità e Amministrazione ed era partita la diffida. Già allora Michele Calvano, delegato di zona della società con sede legale a Roma, ex Sagedil, aveva esposto le ragioni della Saitef, ricostruendo l'iter, a patire dal parere favorevole in merito alla procedura di valutazione di impatto ambientale e dall'autorizzazione integrata ambientale rilasciata dalla Provincia di Foggia a gennaio del 2017. La società, a fine gennaio, riteneva di avere tutte le carte in regola per avviare il cantiere.

"Le ragioni di opposizione dell’Ente - spiega in una nota l'avvocato Quinto - sono state ritenute infondate dal Tar che ha annullato gli atti comunali di diniego, rilevando la tempestività dell’iniziativa, la sussistenza del titolo edilizio, da intendersi ricompreso nel provvedimento Via-Aia rilasciato dalla Provincia, nonché la intervenuta sottoscrizione di un accordo convenzionale tra l’impresa ed il Comune sin dall’ottobre del 2015".

La sentenza è stata depositata nella giornata di ieri e ricalca per grandi linee la versione fin qui fornita dalla società, ripercorrendo tutta la vicenda. L'avvocato leccese, a puro titolo di curiosità, è lo stesso della class action dei Comuni salentini contro la Regione per recuperare le somme pagate in eccesso a titolo di ecotassa, battaglia vinta (circa due mesi fa anche il Comune di Foggia ha deciso di afffidarsi a lui per la stessa ragione).

"Il Comune di San Severo, dopo aver espresso il proprio parere favorevole nel corso dell’iter autorizzativo, ha assunto un atteggiamento contrario allorquando l’impresa ha comunicato l’inizio dei lavori - evidenzia l'avvocato Quinto - eccependo la carenza del titolo edilizio, la scadenza del termine annuale di avvio dell’iniziativa e la mancata sottoscrizione di apposita convenzione con lo stesso Comune". Nel 2018, il Comune di San Severo, sulla scorta di una deliberazione del Consiglio comunale (numero 54 del 29 ottobre) che esprimeva la propria contrarietà alla realizzazione dell'impianto, aveva chiesto alla Provincia di "riconsiderare gli atti autorizzatori adottati alla luce della modificata situazione di fatto e di diritto”, e aveva incaricato la tecnostruttura di espletare un'ulteriore verifica dei pareri a suo tempo rilasciati (con la delibera della Giunta comunale di San Severo n. 142 del 22 luglio 2015, l’Ente esprimeva la volontà di approvare la realizzazione dell’impianto, e il 7 dicembre 2016, il Comune esprimeva parere positivo nell’ambito della conferenza dei servizi, a firma dei dirigenti dell’Area V, per gli aspetti urbanistici, e dell’Area VI, per gli aspetti ambientali, come richiamato anche nella sentenza). Il tentativo è stato esperito ma non è andato a buon fine. 

Il progetto prevede la realizzazione di un impianto per la produzione di compost di qualità dal trattamento della frazione organica della raccolta differenziata. L'importo dei lavori è pari a 17 milioni 400mila euro. Sono almeno otto le imprese esecutrici coinvolte (tre della provincia di Foggia), secondo quanto indicato dal cartello di cantiere che annunciava l'inizio dei lavori per il 30 gennaio. A investire sono i vecchi proprietari della Safab, la famiglia Masciotta, che riconvertirebbe così l'area industriale della fabbrica.

Nella sentenza (estensore Francesco Cocomile, presidente Giuseppina Adamo), viene espresso anche un giudizio sull'atteggiamento dell'Amministrazione comunale, definito "contraddittorio e ondivago", che ha indotto la società, nel tentativo di fronteggarlo, a richiedere il permesso di costruire seppure già in possesso del titolo incluso del procedimento di Via/Aia. Il Comune ha infatti provato a sostenere la tesi, rigettata, che avendo la società richiesto il permesso di costruire non avrebbe potuto sostenere in giudizio che fosse insito nella Via/Aia, con consequenziale inammissibilità del ricorso ("Semmai - si legge nella sentenza - si è in presenza di un atteggiamento di mera tolleranza contingente ovvero del compimento di atti resi necessari e opportuni, nell’immediato, dall’esistenza di provvedimenti allo stato lesivi e in una logica soggettiva di riduzione del pregiudizio, che di per sé certamente non integra gli estremi dell’acquiescenza della Saitef ai provvedimenti impugnati").

"Noi sapevamo di essere nel giusto e la sentenza del Tar ha dato ragione alla Saitef su tutta la linea - aggiunge a Foggiatoday il consulente Michele Calvano - Mi riesce difficile capire come mai non si voglia provare a sostenere qualcuno che viene a investire venti milioni di euro. Noi siamo aperti a tutte le possibilità di interagire con il Comune ancora oggi. Abbiamo fatto dei passi in base a quelle che sono state le richieste delle varie Amministrazioni. Abbiamo dato seguito ad ogni richiesta, da ultimo quella di versare 283mila euro di oneri di urbanizzazione. Lo abbiamo fatto, e il Comune ha detto di fermarci. E quindi poi siamo dovuti andare obtorto collo al Tar".

L'unica buona notizia per il Comune di San Severo è che non è stato condannato ad un risarcimento, perché il Tar ha respinto la domanda. La sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale mette la parola fine, "a meno che il Comune non voglia spendere altri soldi per andare al Consiglio di Stato (anche perché nel pronunciamento vengono richiamate sentenze del Consiglio di Stato)". Il tempo di organizzarsi e il cantiere potrebbe partire a breve: "Iniziamo i lavori - conclude Calvano - In un annetto l'impianto dovrebbe essere pronto".

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