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Foto d'archivio

Foto d'archivio

E’ giallo sull’omicidio di Giovanni Di Bari, il settimo sul Gargano nel 2012

Il corpo ritrovato a Vignanotica, tra Vieste e Mattinata. Di Bari era un lavoratore tranquillo, sposato e con tre figlie

Giovanni Di Bari, il 45enne ammazzato con un colpo di fucile ieri pomeriggio nella cucina di una masseria di Vignanotica, località di montagna tra Mattinata e Vieste, non è parente di Matteo Di Bari, il 59enne assassinato il 6 novembre in un garage di via Barletta a Manfredonia. Si tratta soltanto di un caso di omonimia. Con quello di ieri sono sette gli omicidi avvenuti sul Gargano, esattamente la metà di quelli avvenuti quest’anno in Capitanata. Sarebbero otto con l’anziano morto a San Nicandro Garganico dopo una rapina.

Esclusa questa pista, resta il giallo sul movente. Soprattutto perché la vittima finora non aveva mai avuto problemi con la giustizia e conduceva una vita regolare con la moglie e con le sue tre figlie. Allevava i suoi animali ma d’estate lavorava come Forestale per la Regione Puglia.

Questo però non esclude l’ipotesi che il 45enne non avesse dei nemici. Le indagini coordinatore dal sostituto procuratore, Antonio Laronga, si stanno indirizzando verso i rapporti personali di Di Bari con i familiari, gli amici e i conoscenti, molti dei quali sono stati già sentiti fino a tarda notte dai carabinieri di Manfredonia.

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Dietro un omicidio così misterioso ogni elemento potrebbe essere utile alle indagini. Essendo però il luogo del ritrovamento impervio e difficile da raggiungere, gli investigatori escludono l’ipotesi di un furto finito male. Probabilmente il suo carnefice lo ha raggiunto con il chiaro intento di volerlo uccidere.

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