Un aiuto per Emanuele, colpito da un grave tumore. Per sostenere le chemio dovrà smettere di lavorare: scatta la raccolta fondi

Un calvario cominciato lo scorso Natale: "Pensavamo non fosse nulla di grave, fino a quando il dottore riscontrò delle anomalie nell'ecografia". Adesso la giovane coppia chiede una mano per affrontare i prossimi difficili mesi: "Siamo liberi professionisti, Emanuele non potrà lavorare e io pure lavorerò di meno"

"Salve, mi chiamo Lucia, ho 31 anni e voglio raccontarvi la storia di Emanuele, il mio compagno, che di anni ne ha 38". Chi scrive è la foggiana Lucia, una giovane foggiana che ha dato il via a una raccolta fondi su gofundeme.com per il suo compagno Emanuele Fontana, malato di tumore a un rene. 

Tutto è cominciato con dei dolori che sembravano la conseguenza di una normale colica: "Il 25 dicembre eravamo come ogni Natale venuti in Puglia per passare le vacanze con la mia famiglia. Emanuele era stato male tutta la giornata. Pensando non fosse nulla di grave, prese delle medicine per il dolore, ma nulla. Arrivata la sera e non vedendo miglioramenti ci rechiamo al pronto soccorso. Dopo ore di attesa riusciamo a fare un'ecografia, il dottore riscontrando delle anomalie ci dice senza mezzi termini, che qualcosa non andava, e ci prenota una tac d'urgenza.

Li ci dicono le parole che non avremmo voluto mai sentire: Emanuele ha un tumore di circa 15 centimetri che si è formato sul tessuto retro peritoneale, colpendo i linfonodi. Il cancro sta comprimendo sia la vena ché l'uretere del rene destro, crescendo tutto intorno all’aorta e alla safena.

È un tumore che non da sintomi se non quando è troppo tardi, in parole povere una colica ha salvato la vita al mio compagno. Da lì è stato tutto un turbine velocissimo di visite, esami e colloqui con i medici. Ci sono stati anche alcuni giorni di ricovero, che ci hanno fatto capire l'estrema gravità della situazione".

Nella giornata di ieri Emanuele è stato sottoposto a un intervento per l'inserimento di uno stent al rene destro: "La massa ha prodotto una ostruzione che causava il malfunzionamento del rene e per l'oncologo l'inizio della chemio con un solo rene funzionante era escluso", spiega Emanuele.

Fortunatamente l'intervento è andato a buon fine: "I medici hanno escluso definitivamente la possibilità di una biopsia, il rischio di emorragia interna è eccessivamente alto, quindi oggi o domani al massimo rivedremo l'oncologo che ci dirà quando inizierà la chemio e la radio terapia, sperando di essere fortunati e che vada tutto per il meglio", continua Lucia. 

Ma ad aggravare la situazione ci sono i disagi economici che la giovane coppia dovrà fronteggiare: "Emanuele ed io siamo due professionisti che lavorano in maniera autonoma. Ci troviamo ad affrontare un ostacolo che non auguro a nessuno. La chemio sarà cinque giorni a settimana, non permettendo ad Emanuele di lavorare ed io stessa potrò lavorare molto meno, perché dovrò occuparmi di lui. Come sapete un libero professionista non ha la possibilità di prendersi giorni di malattia, e questo sta causando alle nostre già precarie finanze un grave problema. Le nostre famiglie purtroppo non ci possono aiutare economicamente, e per un cavillo legale non possiamo fare richiesta per una pensione. La domanda richiede una biopsia che non è eseguibile visto il coinvolgimento dell’aorta nella massa, il rischio per Emanuele di emorragia durante la biopsia è troppo alto. Un ciclo di chemio dura tre mesi, ma ad ora, viste le dimensioni del cancro, non sappiamo quanto ci potrà volere, forse un anno, forse due. 

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So che ne usciremo vincitori e che questa sarà una prova che ci renderà persone migliori. Umilmente vi chiedo aiuto, dal profondo del cuore, per affrontare questa battaglia perché il cancro non può e non deve batterci".

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