‘Operazione Decima Azione’, il legale di Pompilio: “Nessuna pressione della mafia. Il giocatore ingaggiato per le sue doti”

Nota del legale Raul Pellegrini: “Pompilio non ha mai avuto alcuna frequentazione con i soggetti arrestati”. E sulla mancanza di doti tecniche che giustificassero l’ingaggio replica: “Il calciatore ha giocato in Nazionale, nell’under 16, 17, 19 e 20”

Nessun ingaggio favorito dalle pressioni e minacce di natura mafiosa. Tramite il suo legale Raul Donato Pellegrini, Luca Pompilio, ex calciatore del Foggia, nega ogni relazione tra il suo ritorno a Foggia nel 2016 e le ingerenze di Francesco Pesante attraverso minacce nei confronti di De Zerbi, Di Bari e Antonio Sannella, come riportato dall’ordinanza del Gip del Tribunale di Bari nell’ambito dell’operazione ‘La Decima Azione’, che ha portato all’arresto di 30 esponenti della Società Foggiana.

De Zerbi: “Mai stato manovrato”

“Invero – si legge nella nota –, il Pompilio non ha mai avuto alcuna frequentazione con i soggetti arrestati e di conseguenza non ha chiesto ad alcuno di agire nel suo nome e nel suo interesse, tanto è vero che non è mai stato indagato per la vicenda delle presunte pressioni e minacce riguardanti il suo ingaggio. Segnalo inoltre che il Pompilio non è mai stato ascoltato dagli inquirenti, a dimostrazione della non riferibilità allo stesso di condotte men che lecite”.

C’è anche la replica alla parte dell’ordinanza, nella quale si fa riferimento all’ingaggio del calciatore ‘nonostante l’assenza di doti sportive degne di rilievo’: “In realtà, come le cronache sportive hanno riportato ampiamente negli scorsi anni, il Pompilio è andato avanti solo grazie alle riconosciute doti sportive che lo hanno fatto esordire persino nella Nazionale Under 16 (due presenze e tre gol), poi nella Nazionale Under 17 (due presenze), ancora nella Nazionale Under 19 (una presenza e un gol) e poi nella Nazionale Under 20 (due presenze e un gol) e che hanno suscitato negli scorsi anni anche l’interessamento di prestigiose società calcistiche”.

Conclude la nota: “La insussistenza di interventi “esterni” per favorire il lavoro del calciatore Pompilio con la Società Foggia calcio srl emerge per tabulas anche da un’altra circostanza documentale, ossia dalla risoluzione consensuale del contratto con la detta società che il Pompilio ha sottoscritto già nel lontano 31 agosto 2017, evento cui non avrebbe mai dato seguito ove avesse voluto godere di rendite parassitarie o, peggio, imposte ab aesterno”.

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