Mascherine all'aperto: da domani è obbligatorio, multe fino a 1000 euro. Conte: "State attenti anche in famiglia"

Il premier Giuseppe Conte ha illustrato il decreto legge approvato oggi dal Consiglio dei ministri. Le Regioni, d'ora in poi, potranno adottare misure più restrittive rispetto a quelle nazionali e potranno allentarle solo d'intesa con il ministero della Salute

Il premier Giuseppe Conte

"D'ora in poi bisogna portare la mascherina con sé quando si esce di casa e indossarla in ogni caso, a meno che non ci si trovi in una situazione di continuativo isolamento". Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte illustrando i contenuti del decreto legge recante le Misure urgenti connesse con la scadenza della dichiarazione di emergenza epidemiologica da Covid19 deliberata il 31 gennaio 2020 e per la continuità operativa del sistema di allerta Covid, approvato oggi dal Consiglio dei ministri. L'obbiglo entra in vigore da domani 8 ottobre.

Per meglio specificare la condizione di isolamento, il premier ha addotto l'esempio di chi vive in campagna ed esce all'aperto, o chi si trova in montagna: "In quel caso è irragionevole indossare la mascherina". Per il resto, va portata e indossata, salvo alcune eccezioni che riguardano i bambini di età inferiore ai sei anni, chi svolge attività sportiva e persone con patologie respiratorie o disabilità incompatibili con l'utilizzo della mascherina. Le multe, come ampiamente anticipato, andranno da 400 fino a 1000 euro.

"Dobbiamo essere più rigorosi, perché dobbiamo in tutti i modi evitare nuove misure restrittive per le attività produttive e sociali. L'unica eccezione è consentita per le abitazioni private". E a tal proposito arriva una "forte raccomandazione ai cittadini", al fine di "adottare comportamenti appropriati anche in famiglia. Dobbiamo stare attenti. Se ci sono persone anziane, fragili, vulnerabili, rispettiamo anche in famiglia e nelle abitazioni private la distanza, proteggiamo anche loro con le mascherine se ci avvicinaniamo. Se riceviamo amici, conoscenti, familiari che non convivoono con noi stiamo attenti: quelle, come ci dicono gli esperti, sono occasioni - le relazioni familiari e amicali - in cui più si diffonde il contagio".

A motivare il decreto, la risalita della curva di contagio. "Da qui la deliberazione di prorogare lo stato di emergenza al 31 gennaio dell'anno prossimo - ha spiegato Conte - e abbiamo ritenuto opportuno e necessario recuperare quel rapporto tra Stato e Regioni che avevamo costruito anche nella fase più dura: d'ora in poi le Regioni potranno adottare misure più restrittive rispetto a quelle adottate a livello nazionale, invece sarà limitata l'adozione di misure di allentamento. Lo portanno fare solo d'intesa col ministro della Sanità".

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