Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca

Coronavirus, in Italia l'indice rt risale a 0.95, in Puglia è maggiore di 1: "Necessario ridurre le interazioni sociali"

La Puglia è tra le nove regioni a rischio basso, malgrado un aumento dell'indice rt. Resta stazionaria l'incidenza per 100mila abitanti: dai 273,01 dello scorso report si è giunti ai 269,79 di oggi. Ma si tratta di dati ancora lontani dai livelli utili a identificare i casi e tracciarne i contatti

Coronavirus in Italia: l'indice Rt sale di nuovo. Secondo quanto riportato dall'ultimo report Iss-Ministero della Salute, relativo al periodo 1-7 febbraio, l'indice Rt in Italia è di 0.95, in risalita rispetto allo 0.84 registrato nel precedente report. 

Come riporta Adnkronos, per la seconda settimana si evidenziano segnali in controtendenza: il calo dei casi sta rallentando il che indica un rischio concreto di rapido aumento diffuso. Sono sette le Regioni con rt puntuale maggiore di 1 "anche nel limite inferiore compatibile con uno scenario di tipo 2, in aumento rispetto alla settimana precedente: Umbria, Toscana, Puglia, le province autonome di Trento e Bolzano, Liguria e Abruzzo". 

Per quel che concerne le regioni, Umbria e la provincia autonoma di Bolzano sono considerate a rischio alto. Sono 10 le regioni a rischio moderato (Basilicata, Campania, Emilia-Romagna, Liguria, Marche, Abruzzo, Friuli-Venezia Giulia, Molise, p.a. di Trento, Toscana) e 9 quelle a rischio basso, tra cui la Puglia. Cinque regioni sono ad alto rischio di progressione da moderato ad alto. 

Resta stazionaria l'incidenza per 100mila abitanti: dai 273,01 dello scorso report si è giunti ai 269,79 di oggi. Ma si tratta di dati ancora lontani dai livelli utili a identificare i casi e tracciarne i contatti. 

Quattro regioni/province autonome passano in zona arancione: Liguria, Toscana, Abruzzo e la provincia di Trento. Torna gialla, invece, la Sicilia. 

Come riporta il report "si conferma la necessità di mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone. È fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile". 

"Siamo in una fase delicata, caratterizzata da circolazione diffusa delle varianti virali, ci sono segnali di controtendenza che vanno attenzionati e che consigliano grande precauzione e consapevolezza nelle misure da adottare. Si potrebbe giungere a una crescita, qualcora non si rafforzassero le misure adatte. In alcuni contesti si è registrato un rapido aumento di nuovi casi", ha commentato il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro. 

"Ci sono segnali che ci invitano a prestare attenzione in questa fase di transizione. Ciò che ci preoccupa è la segnalazione sul territorio nazionale, seppur in maniera variabile, della presenza di varianti virali. Ne conosciamo almeno tre: quella inglese, la brasiliana e la sudafricana che hanno delle mutazioni maggiori rispetto a quella inglese e che potrebbero parzialmente incidere sull'efficacia dei vaccini. Dobbiamo sbrigarci con la campagna vaccinale per arginare anche la formazione e diffusione delle varianti".

Negli ultimi giorni si sono moltiplicati i casi di variante inglese segnalati in Italia: "Si trasmette più rapidamente, per questo servono comportamenti più prudenti", ha commentato Rezza, che ha poi aggiunto: "In alcune aree relativamente piccole di regioni cosiddette gialle, l'infezione corre molto. È chiaro che occorre di fare tutto per bloccare la circolazione, ad esempio istituendo zone rosse locali, come è stato fatto in provincia di Chieti e in Umbria, e farlo in maniera chirurgica anche con dei mini-lockdown".

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