Agente penitenziario positivo al Coronavirus, è allarme nelle carceri: “C’è il pericolo di nuovi focolai”

È quanto dichiara l’avv. Michele Sodrio della Camera Penale, dopo la notizia dell’agente risultato positivo al Covid: “Il ministro Bonafede è sordo a ogni nostra richiesta”

Nonostante la rivolta del 9 marzo, nonostante le proteste e le denunce dei sindacati di polizia penitenziaria, la situazione sanitaria al carcere di Foggia è ancora allarmante. Ai detenuti non sono mai arrivate le mascherine protettive e anche per il personale vale la regola del "fai da te, fai per tre". Infatti l'Amministrazione non fornisce nulla, nemmeno alla polizia penitenziaria, e così sono gli stessi poliziotti (di tasca loro) a doversi arrangiare, ma molti non riescono a procurarsi le mascherine adatte (le oramai famose FFP2 o FFP3) e si vede gente in servizio con semplici straccetti, adattati alla meno peggio per coprire la bocca e il naso. I detenuti hanno dovuto accettare la sospensione di qualsiasi colloquio con i parenti, si è detto per tutelare la loro salute. 

Resta alto il livello di allerta dopo la notizia dell’agente penitenziario risultato positivo al Covid: "Queste notizie sono giunte anche a noi dall'interno del carcere. Io stesso in questi giorni ho ricevuto molte lettere, telefonate dai detenuti e sono stato personalmente in istituto questa settimana. Ho visto il solito encomiabile impegno del personale, il loro sacrificio giornaliero in una situazione assurda. Nessun detenuto tra i tanti che ho visto indossava la mascherina e ovviamente del famoso distanziamento sociale nemmeno a parlarne. Ma anche molti poliziotti avevano delle mascherine del tutto inutili, che si erano dovuti procurare da soli, perché dal Ministero non arriva nulla”, ha commentato l’avvocato Michele Sodrio del direttivo della Camera Penale di Foggia. 

“Dopo le residenze per anziani, rischiamo che le carceri, e quello di Foggia in particolare, si trasformino in nuovi pericolosissimi focolai di infezione, oppure in veri e propri cimiteri. Noi come Camera Penale di Capitanata stiamo facendo tutto il possibile per sensibilizzare l'amministrazione penitenziaria, il nostro presidente, l'avvocato Giulio Treggiari, e tutti gli altri miei colleghi stanno tenendo decine di riunioni da remoto con tutte le altre camere penali del Paese, ma abbiamo un ministro sordo a qualsiasi richiesta di umanità e giusto trattamento. La nostra unica speranza concreta è che la magistratura di sorveglianza di Foggia e Bari comprenda che questa situazione eccezionale merita soluzioni eccezionali. Ci sono molti detenuti che non sono affatto socialmente pericolosi e potrebbero usufruire già oggi delle misure alternative che abbiamo. Ci vuole coraggio, perché a nostro parere dal ministro Bonafede non verrà nulla di concreto. La salute è un diritto di tutti, anche delle persone detenute".

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