Da solo contro contro tutti: la battaglia di Matteo contro "l'assenteismo dilagante" di 10 colleghi e il Consorzio rinviata ad ottobre

Rinviata al 9 ottobre l'udienza che avrebbe dovuto tenersi oggi. Dieci i dipendenti accusati del reato di truffa, trascinati in Tribunale da un dipendente dell'ente stanco di doversi sostituire ai colleghi assenteisti

Matteo Pio Ciavarella

Assenteismo al Consorzio di Bonifica di Capitanata, se ne riparlerà il prossimo 9 ottobre. A quella data è stata infatti rinviata l’udienza che avrebbe dovuto tenersi oggi, 10 luglio, e che vede imputati dieci dipendenti dell’ente, trascinati in Tribunale dal collega Matteo Pio Ciavarella. “I legali della controparte hanno sollevato l’obiezione sulla utilizzabilità degli atti di indagine, una questione tecnica” fa sapere Luca Castello, legale di Ciavarella. Da qui il rinvio deciso dal gip Protano, per permettere al pm di depositare tutti le autorizzazioni che hanno contrassegnato l’attività di indagine espletata negli ultimi due anni. Il processo, lo ricordiamo, è alle fasi preliminari e vede, l’un contro l’altro Ciavarella e dieci dipendenti del Consorzio, trascinati in Tribunale dal primo, che in Procura ha spedito nel tempo una serie di esposti in cui denunciava casi frequenti di assenteismo, dando il via all'indagine investigativa. Circa trenta gli episodi contestati.

Foggiatoday rivelò il caso nei mesi scorsi. La prima denuncia formale alla magistratura Ciavarella la fece a fine 2015, una seconda ad inizi 2016. Adibito a mansioni di custode, era stato dislocato presso gli impianti di “Palude grande” e “Palude Lauro” con le funzioni di idrovorista. “Ed il suo lavoro - denunciava su queste colonne nel novembre scorso l’avv. Castello - si protraeva praticamente h24 perché mai nessuno degli operatori adibiti a stesse mansioni si presentava per la turnazione. Il mio assistito lavorava in solitudine, scontrandosi con un assenteismo dilagante”. Diverse le segnalazioni che Ciavarella avrebbe fatto al Consorzio fino a che, esausto, si sarebbe rivolto alla magistratura. “E’ stato in quel momento che, tramite l’installazione di videocamere ed appostamenti, la Guardia di Finanza, attraverso una certosina attività ispettiva durata qualche mese, ha ritenuto verificata la sussistenza dei presupposti dell’assenteismo da parte di una decina di dipendenti dell’ente”.

“La cosa grottesca – continuava Castello- è che quando il Consorzio, più volte sollecitato ad intervenire presso i dipendenti, nota le telecamere in zona Palude Grande, ne addebita la responsabilità dell’installazione al signor Ciavarella, licenziandolo in tronco. Solo a seguito di comunicazione della Procura a restituire i congegni, comprende che era in corso una attività di indagine. Pertanto abbiamo avuto buon gioco a chiedere ed ottenere il reintegro sul lavoro di Ciavarella. Spiace dire che da quel momento è partita una fastidiosa campagna mobbizzante nei suoi confronti, tant’è che pende un procedimento dinanzi al Tribunale del Lavoro”.

La cosa che più fa specie, secondo Castello, è il fatto che nei confronti dei dipendenti assenteisti non sia mai stato elevato alcun provvedimento disciplinare, neanche quando ,durante l’attività di indagine, ai dieci dipendenti sono stati sequestrati in via cautelare i conti correnti (ipotizzandosi il danno erariale a carico della P.A.).

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Questa la denuncia perché, allo stato, sul banco degli imputati ci sono solo i dieci dipendenti, che dovranno rispondere di truffa, art 640 cp. Il Consorzio, invece, si è costituito parte civile.

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