Rifiuti scaricati all'interporto, Metta: "Il sequestro non aiuta ma crea un maggiore rischio ambientale"

Il sindaco di Cerignola, Franco Metta si dice “sereno e tranquillo” dopo il sequestro preventivo effettuato ieri dai carabinieri del NOE di Bari, circa i rifiuti presenti all’interporto, in attesa di essere conferiti a Massafra

Franco Metta

“Il provvedimento di sequestro che abbiamo subìto invece di aiutare a disinnescare un rischio ambientale ne ha creato uno maggiore. Queste cose le abbiamo scritte al pubblico ministero di turno e vedremo cosa ne penserà”.

Il sindaco di Cerignola, Franco Metta si dice “sereno e tranquillo” dopo il sequestro preventivo effettuato ieri dai carabinieri del NOE di Bari, circa i rifiuti presenti all’interno dell’interporto, individuato come “sito di trasbordo” in attesa di essere conferiti a Massafra. “Avevamo 600 tonnellate di rifiuti in strada - spiega il primo cittadino - e io ho ritenuto di liberare la città da questa piaga”. In che modo? Disponendo (attraverso specifica ordinanza in risposta alla situazione straordinaria che si era venuta a creare) che tali rifiuti fossero raccolti, dai lavoratori Sia e con l’apporto di alcune aziende della città, e trasportati presso l’interporto individuato come “sito di trasbordo”, momentaneo, in attesa del conferimento finale.

Il link video completo dell'intervento

“Avevamo la città sommersa dai rifiuti, con il percolato che scorreva per le strade cittadine e nessuno si è preoccupato di darci una mano (ad eccezione del prefetto)”, spiega Metta. “Soprattutto non ho visto divise”. Riprende quindi il sindaco: “Abbiamo liberato la città dai rifiuti ed ecco le prime divise, quelle del Noe di Bari che mi contesta non si sa cosa e sequestra l’interporto. Ma noi che siamo efficienti abbiamo lavorato per tutta la sera, e abbiamo spiegato al pubblico ministero quello che è successo, in queste carte. Non ho tiepidezza - continua - nel rivendicare la correttezza del mio comportamento, tra percolato in centro, nei quartieri popolari e periferici, ed un controllato sito di trasbordo dei rifiutii, ho preferito il secondo”.

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“Ho commesso un reato? Ne discuteremo, verificheremo… l’importante è che i cerignolani sappiano che il loro sindaco non è oggetto di attenzioni perché prende le mazzette o trucca gli appalti, come accade nel resto d’Italia. Il sindaco è sotto attenzione perché ha pulito la città. Se un solo bambino avesse subìto una infezione, fosse stato in qualche modo danneggiato dai rifiuti per strada io non me lo sarei mai perdonato. Dunque li ho trasferiti, su un piano di cemento, dove sono stati disinfestati man mano che arrivavano e sono controllo h24 affinchè non ci siano atti di vandalismo”. Poi la bordata a “sua maestà Grandaliano, affinché si decida a riaprire l’impianto a Cerignola”, la cui chiusura è individuata come la mamma di tutti i problemi. “Tutto questo nasce perché Aseco tarda a riaprire l’impianto di biostabilizzazione di Cerignola: basta una semplice ordinanza del Presidente della Regione”.

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