Case Gozzini: “Famiglie di poliziotti sfrattate per far posto ai criminali”

Dura nota stampa dell'UGL Polizia di Stato: "Prima vittime del dovere, poi delle istituzioni". Sarebbero oltre ottanta, e non quaranta, gli sfratti notificati"

Mezzi della Polizia di Stato

Dura nota stampa dell’UGL Polizia di Stato in merito alla decisione che avrebbe preso il prefetto “di sfrattare gli appartenenti alle forze di polizia che occupano gli alloggi della cosiddetta Legge Gozzini”. Lo stesso con il quale il prossimo 12 settembre alcuni componenti avranno un incontro per affrontare la delicata questione, altrimenti due giorni dopo si scenderà in piazza per protestare contro le assegnazioni e gli sfratti eseguiti a beneficio però della malavita locale

Il comunicato stampa: “Dopo essere venuti a conoscenza di alcune dichiarazioni, corre l’obbligo di questa Organizzazione Sindacale fare alcune precisazioni. In primis vorremmo sottolineare che, l’UGL Polizia di Stato è un sindacato apartitico  a difesa dei lavoratori di questa categoria. Pertanto ci dissociamo da chi, al fine di strumentalizzare le nostre battaglie a difesa della categoria fa passare notizie infondate”.

E’ ormai risaputo che il Prefetto di Foggia ha deciso di sfrattare gli appartenenti alle forze di polizia che occupano gli alloggi della cosiddetta Legge Gozzini. Colleghi che sono in pensione, che dopo anni di abnegazione e dedizione al dovere, a servizio dello Stato, da quello stesso Stato vengono abbandonati.

Colleghi che, dopo aver visto stravolgere una legge che prevedeva l’assegnazione di alloggi per gli appartenenti alle FF.OO. impegnate alla lotta alla criminalità, hanno visto gli alloggi consegnati a criminali. Colleghi che sono stati collocati in pensione per malattie riconosciute dipendenti da cause di servizio e poi deceduti, diventando prima vittime del dovere e poi vittime delle istituzioni, perché i loro familiari vengono sfrattati.

Problematica affrontata da questa organizzazione sindacale anche con un’attività di volantinaggio che ha sortito i primi effetti, tant’è che il 12 p.v. si avrà un incontro con il prefetto per affrontare la delicata questione. Ma, se non si avranno risposte decise e definitive, il 14 manifesteremo il nostro dissenso, assieme all’Associazione Onlus Assegnatari Alloggi Legge Gozzini ed all’Associazione Libera, con un corteo che partirà da Piazza Italia per giungere davanti al Palazzo del Governo di Foggia.

Si vuole altresì informare chi ha rilasciato dichiarazioni demagogiche-ideologiche, che forse è il caso che si informi meglio su cosa prevede la Legge del 12 luglio 1991 nr. 203 c.d. Legge Gozzini, perché è il caso che gli dia almeno una “spulciatina” prima di rilasciare dichiarazioni prive di fondamento.  

Inoltre va detto che la legge prevede l’assegnazioni degli alloggi a chi è impegnato alla lotta alla criminalità e non sono pertanto alloggi di edilizia popolare a cui dovrebbe provvedere il Comune. Anche se nonostante tutto ciò, oltre 50 alloggi sono già stati consegnati a chi era nella lista del comune per l’assegnazione di una casa popolare, stravolgendo quello che era l’intento della citata legge.

Vorremmo inoltre precisare che gli sfratti notificati al momento sono oltre 80 e non 40, e che mentre si vuole sfrattare la vedova di un poliziotto si permettere invece alla vedova di un malavitoso di permanere per tutta la vita all’interno dell’alloggio, mentre si vogliono sfrattare i pensionati delle FF.OO. dagli alloggi costruiti per chi è impegnato alla lotta alla criminalità, si vuole continuare a consegnarli alla malavita locale o a chi già in precedenza ha avuto un alloggio popolare e poi se lo è venduto richiedendo altro alloggio e, chissà come, si ritrova in graduatoria. Infine vorremmo ricordare che indipendentemente che gli alloggi siano di edilizia, Sovvenzionata, Agevolata, Libera o di Servizio, sono comunque alloggi riservati a coloro che sono impegnati alla lotta alla criminalità e non per i criminali.

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