Case Gozzini: “sfrattate famiglie di poliziotti”, protestano i sindacati

"Potrebbe verificarsi l'infelice situazione che presunti delinquenti si trovino ad abitare accanto alle famiglie delle forze dell'ordine che li hanno arrestati". 80 le ordinanze di sfratto

Poliziotti eseguono sfratti

Poliziotti sfrattati dopo anni di “onorato servizio” dalle case Gozzini per "decadenza dei requisiti". Al loro posto famiglie meno abbienti, che annoverano però tra i loro congiunti anche pregiudicati da quegli stessi poliziotti, magari in passato, accusati e/o arrestati.

Ha il sapore di una grossa beffa la denuncia mossa  da alcuni sindacati di Polizia della Questura di Foggia, il Sindacato Poliziotti uniti di base e l'associazione Assegnatari alloggi Legge Gozzini Onlus.

Stando a quanto annunciato dai rispettivi presidenti, Giovanni Consalvi e Luigi Marucci (quest'ultimo anche segretario SILP-Cgil), la Prefettura avrebbe notificato nelle scorse ore almeno 80 provvedimenti di sfratto per famiglie di agenti in pensione o deceduti che vivono in appartamenti assegnati dalla Legge Gozzini, quegli immobili di edilizia sovvenzionata assegnati in via prioritaria alle forze dell’ordine che pagano un fitto che oscilla dai 400 ai 500 euro, a seconda del reddito. 

Un provvedimento "legittimo" secondo la Prefettura (chi perde i requisiti deve lasciare quelle abitazioni) e necessario a tamponare l'emergenza abitativa che attanaglia il capoluogo. Le case, infatti, entreranno ora nella disponibilità del Comune che le assegnerà alle famiglie che ne hanno fatto richiesta, in base alla graduatoria provinciale.

Ed è proprio qui che sorge il paradosso secondo i sindacati.  Seppur legittimo, ragionano, il provvedimento, in un futuro non troppo lontano, potrebbe essere fonte di situazioni eticamente spiacevoli e paradossali.

Potrebbe verificarsi – denunciano - la poco felice situazione che presunti delinquenti si trovino ad abitare accanto alle famiglie delle forze dell’ordine che li hanno arrestati”.  Una circostanza da evitare e da bloccare sul nascere per i due presidenti, che si dicono pronti a mettere in campo qualsiasi forma di protesta.

Replica il sindaco a Foggiatoday: "Abbiamo l’esigenza di superare l’emergenza abitativa utilizzando tutte le unità immobiliari a disposizione in città, anche quelle Gozzini. Certo, su queste la precedenza resta in capo alle forze dell'ordine, sia chiaro. Ma nulla vieta che vengano destinate anche ad altre famiglie bisognose. Se poi tra queste ci sono pregiudicati o altre situazione di incompatibilità, non è un problema che può competere all’ente Comune”.

 

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