Armi e bombe in casa, parla il legale del ristoratore: "Solo 'botti di Capodanno', nessun intento criminale"

In merito agli ordigni sequestrati, il legale precisa: "Erano nient'altro che botti di Capodanno, acquistati a Foggia, come una famosa "bomba di Maradona". Dalla vicenda "Danni irreparabili alla sua immagine: a Vieste tutti lo conoscono per la sua attività di ristoratore"

Lavella premiato 'Migliore Chef del Gargano'

"E' una persona distrutta, che non riesce a comprendere i motivi di un tale accanimento nei suoi confronti". Così, l'avvocato Michele Sodrio descrive lo stato d'animo del suo assistitto, lo chef e ristoratore viestano Antonio Lavella, arrestato dalla polizia dopo averlo trovato in possesso di armi, munizioni e due ordigni esplosivi. 

"Ieri sono stato a trovarlo in carcere", spiega a FoggiaToday il legale difensore, l'avvocato Michele Sodrio. "Devo far presente tramite la vostra testata che l'unica arma non denunciata trovata presso l'abitazione di Lavella è una pistola della 2° guerra mondiale, che aveva ereditato dal nonno paterno e alla quale era affezionato per storia familiare".

"Infatti - continuna il legale - quell'arma era stata donata a suo nonno da un ufficiale dell'Armata Rossa (l'esercito sovietico) ed era stata sempre conservata solo a scopo affettivo. Lavella l'ha ricevuta da suo nonno poco rima che questo morisse ed ha evitato di denunciarla (sbagliando) solo per il timore che potesse poi perdere quel cimelio familiare. Le altre armi erano tutte regolarmente detenute, perchè Lavella è titolare di porto d'armi per difesa personale (cosa rarissima). Avrebbe potuto detenere tutte le armi che voleva, ma l'unica non denunciata era la vecchia pistola di guerra".

"Quanto ai cosiddetti esplosivi, il mio cliente mi ha riferito in lacrime che erano nient'altro che botti di Capodanno, acquistati a Foggia solo una settimana prima. Ammette di avere esagerato nell'acquistare alcuni "botti" particolarmente potenti, come una famosa "bomba di Maradona", ma non c'era assolutamente alcun intento criminale".

"Lunedì mattina si terrà l'udienza di convalida davanti al GIP Zeno, mentre il PM Infante chiede che Lavella resti in carcere. Posso preannunciare fin da ora  - conclude l'avvocato - che il mio cliente fornirà al giudice tutti i dettagli della sua versione dei fatti. Da parte mia credo che la custodia in carcere sarebbe un  provvedimento assolutamente esagerato e sbagliato, ma ho fiducia nel GIP e nei chiarimenti che fornirà il Lavella. Ha già subito dei danni irreparabili alla propria immagine, a Vieste tutti lo conoscono per la sua attività di ristoratore".

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