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Venerdì, 1 Luglio 2022
Cronaca

Il ricordo dei fratelli Luciani rivive nell'associazione antiracket. Arcangela Petrucci: "Chi denuncia lo fa per la comunità"

Il commento di Arcangela Petrucci, moglie di uno dei fratelli Luciani assassinati il 9 agosto 2017 ai quali è stata dedicata la neonata associazione antiracket Fai presieduta dall'imprenditore Alessandro Zito, da Lazzaro D'Auria e da Luca Vigilante

Arcangela Petrucci, moglie di Luigi, uno dei due fratelli Luciani barbaramente assassinati il 9 agosto 2017 nei pressi della stazione dismessa di San Marco in Lamis, accoglie l’associazione antiracket Fai intitolata ai due fratelli ritenuti dai killer testimoni scomodi dell’omicidio di mafia del boss Mario Luciano Romito e di suo cognato: “Mi auguro che questo territorio, da anni e anni martoriato dalla mafia e non solo, inizi ad alzare la testa. Oggi abbiamo un'ulteriore possibilità quindi non dobbiamo sprecarla. Mi auguro che questa nuova associazione antiracket sia sostenuta dall'intero territorio perché bisogna evidenziare con forza, che è un imprenditore che denuncia non lo fa solo per se stesso ma per l'intera comunità. Così come un familiare di una vittima innocente di mafia che si espone non lo fa solo per se stesso ma per l'intera comunità. Affinché nessun'altra famiglia possa essere travolta dallo stesso dolore. Si sta veramente male. Arrivi al punto in cui credi che la tua stessa vita non abbia più senso e ragione di essere. E io ne sono un esempio. Da quel 9 agosto del 2017 è cambiato tanto, sono dell'opinione che su questo territorio, bello e con un grande potenziale, per tanti anni ha regnato un silenzio assordante ma dopo il 9 agosto abbiamo cominciato a sentire delle voci, molte persone che si ribellano e che dicono no. Ovviamente bisogna fare un salto di qualità: agire, collaborare, denunciare, riprenderci la nostra vita".

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