Imprenditore 'strozzato' dai debiti chiede aiuto ai carabinieri: sei arresti per usura ed estorsione

L'attività di indagine è partita a seguito della denuncia di un imprenditore di Termoli, ricordo a più prestiti per far fronte alla crisi economica. Subito il debito è iniziato a raddoppiare e sono arrivate le prime minacce

La conferenza stampa

Le accuse sono pesanti: usura ed estorsione. Di questo dovranno rispondere, a vario titolo, i sei soggetti arrestati all'alba di oggi tra Termoli, Lucera e San Giovanni Rotondo, dove i militari del Comando Provinciale dei Carabinieri di Campobasso, in particolare quelli della Compagnia di Termoli, con il supporto della Compagnia Carabinieri di Lucera, hanno dato esecuzione a 6 misure cautelari, emesse dal GIP del Tribunale di Larino a carico di altrettanti soggetti responsabili, a vario titolo ed in concorso tra loro, dei reati di usura ed estorsione.

L’attività d’indagine, coordinata dalla dott.ssa Ilaria Toncini, e condotta dalla Compagnia Carabinieri di Termoli, trae origine dalla denuncia sporta lo scorso ottobre da un imprenditore termolese, il quale non riuscendo più a far fronte alle minacce ricevute e temendo per l’incolumità personale propria e dei propri congiunti coinvolti dagli atti minatori, si rivolgeva alla Stazione Carabinieri di Termoli per chiedere aiuto, denunciando i fatti.

In particolare, nel 2016 l’imprenditore attraversa un periodo di difficoltà economica scaturente derivante dalla sua attività imprenditoriale e per far fronte ad impegni economici chiede un prestito ad un conoscente, originario della provincia di Foggia. Questi elargisce il prestito e lo chiede in restituzione con l’aggiunta di interessi, che la vittima verserà mensilmente fino all’anno 2018, senza mai riuscire ad onorare il debito, motivo per il quale, nel tentativo di onorare il debito crescente e nella speranza di poter recuperare con la sua attività, si rivolge ad altri creditori ottenendo lo stesso trattamento.

Sempre nell’anno 2018 iniziano le prime minacce indirizzate alla sua persona ed ai suoi familiari e il debito raddoppia, cosicché l’imprenditore provato e in forte crisi economica, si rivolge ad altri individui del luogo, nel vano tentativo di fare fronte alle richieste di denaro sperando – invano – di riuscire ad uscire dalla spirale vorticosa ove si era inserito. L’attività investigativa, iniziata immediatamente dopo aver raccolto la denuncia, ha permesso di riscontrare le dichiarazioni della vittima e con l’ausilio di attività tecniche, osservazioni e pedinamenti di documentare le minacce proferite all’indirizzo dell’imprenditore.

L’indagine, denominata “Raddoppio”, ha consentito così di individuare a carico dei 6 destinatari delle misure cautelari e di un’altra persona per la quale si procede in stato di libertà, gravi indizi di colpevolezza in ordine alle attività usuraie (dalle quali traggono verosimilmente fonte di sostentamento), alle modalità di concessione dei prestiti, alla dimestichezza del calcolo dei tassi usurari nonché all’aggressività ostentata nella fase estorsiva connessa al recupero dei crediti usurai.

Durante le perquisizioni è stato tratto in arresto, in flagranza di reato, per detenzione abusiva di armi e munizioni uno dei soggetti già destinatario delle predette misure, con il contestuale sequestro della pistola e delle munizioni. All’operazione hanno preso parte circa 40 militari dell’Arma dei Carabinieri dei Comandi Provinciali di Campobasso e Foggia impegnati nell’esecuzioni di 6 misure cautelari in carcere e 10 perquisizioni. L’operazione “Raddoppio” ha portato all'arresto di 6 persone, un arresto in flagranza per detenzione abusiva di armi e alterazione di armi e due denunce in stato di libertà; ancora, ha portato al sequestro di 28 proiettili camiciati e 58 cartucce da caccia; una pistola artigianalmente alterata e relativo silenziatore; effetti bancari per circa 30.000 euro, diverse sim card, agende e appunti vari utili ai fini investigativi.

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