Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca Cerignola

Presa la 'Drug family' di Cerignola: così donne e uomini gestivano il mercato della cocaina

Un giro d'affari stimato sui 150mila euro. E' la seconda tranche di un'operazione che, nel giugno scorso, portò all'arresto di altre sei persone. Gli indagati sono tutti ai domiciliari

Quattro arresti per spaccio di cocaina. Tutte persone appartenenti alla stessa famiglia o loro addentellati: una vera e propria ‘drug family’ (ecco il nome dell’operazione) scoperta dai carabinieri del Comando provinciale di Foggia che hanno dato esecuzione ad una ordinanza applicativa di misure cautelari nei confronti di quattro indagati per i reati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

I provvedimenti sono stati emessi dal Tribunale di Bari su richiesta della Procura della Repubblica di Foggia, che ha diretto un’accurata attività d’indagine dei carabinieri del Reparto Operativo – Nucleo Investigativo, condotta attraverso attività tecnica e numerosi servizi di riscontro sul campo. In particolare, sono stati sottoposti alla misura cautelare degli arresti domiciliari i fratelli Vincenzo e Sabina Ladogana, rispettivamente di 40 e 46 anni, Luigi Gentile di 29 e Raffaella Cusmai del 27.

L’attività investigativa è iniziata a seguito dall’arresto - eseguito dai carabinieri nella flagranza del reato il 22 marzo 2013 - a carico di Vincenzo Ladogana e Luigi Gentile, trovati in possesso di mezzo chilo di cocaina e di tutta l’attrezzatura utilizzata per il confezionamento, quali bilancini di precisione, buste in cellophane e nastro adesivo e più di 4.000 euro in denaro contante. Nel corso della perquisizione sono stati rinvenuti anche tre quaderni da considerarsi dei veri e propri libri contabili, con l’indicazione in forma manoscritta di tutta la movimentazione della sostanza stupefacente che avevano acquistato e venduto, con informazioni dettagliate del prezzo d’acquisto, dei quantitativi ceduti o in giacenza, gli acconti ricevuti, i regali effettuati come campione per l’assaggio ed il reso ricevuto per la cocaina di scarsa qualità.

Per tali fatti gli arrestati sono già stati condannati alla pena di quattro anni di reclusione. Le indagini sono però proseguite poiché sin dall’inizio era emerso il coinvolgimento di altri soggetti, alcuni dei quali congiunti degli arrestati e dalle prime risultanze investigative è emerso l’importante ruolo nella gestione dell’attività illecita della moglie di Vincenzo Ladogana, Laura Marzocca e della nipote Adelina Clemente, convivente di Luigi Gentile, le quali concorrevano con Ladogana nello spaccio della cocaina presso l’abitazione di quest’ultimo, già prima del suo arresto. L’indagine, in breve tempo, consentiva di giungere alla compiuta individuazione di altri parenti che operavano l’attività illecita di spaccio prevalentemente in Cerignola e nei comuni limitrofi del basso tavoliere ed in particolare Sabina Ladogana, sorella di Vincenzo.

Inoltre sono state acclarate responsabilità a carico di Raffaella Cusmai, la quale in concorso col compagno Ruggiero Leone, anch’egli sottoposto alla misura degli arresti domiciliari qualche giorno fa, in più occasioni aveva acquistato sostanza stupefacente del tipo cocaina, che poi veniva rivenduta sulle piazze di Cerignola e comuni limitrofi. L’indagine, condotta tra marzo e giugno 2013, ha permesso di accertare molteplici episodi di spaccio, alcuni dei quali aggravati per essere stati commessi avvalendosi di minori, che svolgevano la funzione di vedette per verificare l’eventuale sopraggiungere delle forze dell’ordine, per un giro d’affari stimato intorno ai 150.000 euro. Le misure eseguite si aggiungono a quelle operate nel giugno 2015, nell’ambito della stessa indagine, a carico di Matteo Clemente, classe ’95, Laura Marzocca, classe ’76, Valentina Clemente, classe ’91, Giuseppe Menniello, classe ’81 e Adelina Clemente, classe ’89.

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