A Cerignola la cocaina come 'affare di famiglia': sei arresti nell'operazione 'Drug Family'

Due i nuclei familiari attorno ai quali gravitava una fiorente attività di spaccio di cocaina nel basso Tavoliere. Circa 150mila euro il giro di affari stimato e molteplici cessioni accertate nel periodo tra marzo e giugno 2013

Conti e clienti, gli appunti

Una vera e propria attività “a conduzione familiare”. Anzi, bi-familiare perché sono sostanzialmente due i nuclei attorno ai quali gravitava una fiorente attività di spaccio di cocaina nella città di Cerignola e in altri comuni del basso Tavoliere. Circa 150mila euro il giro di affari stimato e molteplici cessioni accertate dai carabinieri nel periodo di indagine, tra marzo e giugno 2013.

E’ quanto scoperto dai militari del Comando Provinciale di Foggia che, all’alba di oggi, hanno dato esecuzione ad una ordinanza di misure cautelari personali nei confronti di sei indagati, tutti di Cerignola. I reati contestati all’esito dell’operazione “Drug  Family” sono quelli di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. A finire in manette, il 20enne Matteo Clemente e Laura Marzocca di 39. Misure cautelari dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria sono state eseguite a carico della 45enne Sabina Ladogana, Valentina Clemente di 24 anni, Giuseppe Menniello di 34 e Adelina Clemente di 26.

L’attività ha preso le mosse dall’arresto eseguito nella flagranza del reato, il 22 marzo del 2013, a carico di Vincenzo Ladogana e Luigi Gentile, trovati in possesso di mezzo chilogrammo di cocaina e di tutta l’attrezzatura utilizzata per il confezionamento, e più di 4.000 euro in denaro contante. Nel corso della perquisizione furono rinvenuti, inoltre, tre quaderni da considerarsi dei veri e propri libri contabili, con sopra indicata in forma manoscritta tutta la movimentazione della sostanza stupefacente che veniva acquistata e venduta, con indicazioni dettagliate del prezzo d’acquisto, dei quantitativi ceduti o in giacenza, gli acconti ricevuti, i regali effettuati come campione per l’assaggio ed il reso ricevuto per la cocaina di scarsa qualità.

Per tali fatti gli arrestati sono già stati condannati alla pena di quattro anni di reclusione. Le indagini sono poi proseguite poiché sin dall’inizio era emerso il coinvolgimento di altri soggetti, alcuni dei quali parenti o congiunti degli arrestati. Dalle prime risultanze investigative, infatti, è emerso l’importante ruolo nella gestione dell’attività illecita della moglie di Vincenzo Ladogana, ovvero Laura Marzocca e della nipote Adelina Clemente, a sua volta convivente di Luigi Gentile, le quali concorrevano con Ladogana nello spaccio della cocaina direttamente nell’abitazione di quest’ultimo, prima e dopo il suo arresto.

Dopo l’arresto del marito, infatti, continuava l’attività illecita di spaccio di droga tra le mura domestiche con la collaborazione del nipote Matteo Clemente, mantenendo, pertanto, inalterata la gestione dell’impresa criminale di famiglia e della clientela. Tutti professionisti del centro ofantino, data la tipologia di stupefacente trattato - esclusivamente cocaina - particolarmente costoso. L’indagine, in breve tempo, ha permesso di individuare altri parenti che corroboravano l’attività di spaccio, ed in particolare Sabina Ladogana, sorella di Vincenzo e madre di Matteo Clemente, che si avvaleva delle figlie Adelina e Valentina Clemente.

All’esito dell’operazione, i militari hanno accertato anche il coinvolgimento di minori (figli, nipoti degli indagati) usati come “vedette”, e la presenza di quattro telecamere piazzate nei pressi delle abitazioni in cui avveniva lo spaccio - via Porto Torres e via Napoli – che servivano, spiegano gli inquirenti, sia ad individuare per tempo gli acquirenti, sia a intercettare la presenza di militari nella zona.

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