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Venerdì, 28 Gennaio 2022
Cronaca

Concorso UniFg, nessun docente favorito: tribunale archivia le accuse nei confronti di quattro giuristi

Lo ha stabilito il gip del Tribunale di Foggia, Marialuisa Bencivenga, che ha accolto la richiesta di archiviazione del pm in favore dei quattro docenti, denunciati nel 2018 dalla prof.ssa Francesca Cangelli per un presunto abuso di ufficio, nell’ambito del concorso da professore ordinario di diritto amministrativo

Con un’ordinanza tanto breve quanto chiara, il gip del Tribunale di Foggia, Marialuisa Bencivenga, ha accolto la richiesta di archiviazione del pubblico ministero in favore dei professori Maurizio Ricci, Enrico Follieri, Donatella Curtotti e Vera Fanti, denunciati nel 2018 dalla prof.ssa Francesca Cangelli per un presunto e insussistente abuso di ufficio, nell’ambito di un concorso per un posto di professore ordinario di diritto amministrativo, che ha visto quest’ultima soccombere.

L’ordinanza di archiviazione esclude, con motivazione perentoria, ogni responsabilità dei quattro docenti (all’epoca dei fatti, il prof. Ricci era rettore dell’Università e la prof.ssa Curtotti direttrice del Dipartimento di Giurisprudenza), precisando a chiare lettere che il Dipartimento, nel sorteggiare la commissione esaminatrice, ha operato correttamente, evitando “in radice ogni possibile dubbio sulla volontà/possibilità di danneggiare la denunciante o agevolare altro candidato”. Il gip ha, inoltre, ritenuto “pretestuosa”, oltre che “fumosa”, l’ipotesi di conflitto di interessi sollevata dalla denunciante nei confronti dei quattro docenti.

“Sono amareggiata per l’intera vicenda durata molti mesi e divulgata in misura scandalistica in sparuti giornali locali, che si sono distinti nella vicenda con modalità assolutamente pretestuose e parziali”, sostiene la prof.ssa Donatella Curtotti, direttrice del dipartimento di Giurisprudenza. “La vicenda ha prodotto gravi danni di immagine all’ateneo, al dipartimento, ai suoi docenti e, soprattutto, agli studenti e alle loro famiglie, ingenerando infondati dubbi sulla correttezza, sulla trasparenza e sulla legalità dell’operato del dipartimento. Auspico che tanta animosità, figlia di crisi valoriale, resti un episodio isolato e, da studiosa del processo penale, che nessun giudice debba più appellare come ‘pretestuosa’ un’istanza promossa, peraltro, da un docente di diritto, titolare - più di ogni altro cittadino - del dovere di rispettare la legge e la giustizia”, conclude la Curtottti.

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