Vieste, agguato a Girolamo Perna: troppo gravi le ferite, il capoclan muore in ospedale

Sull'accaduto sono in corso le indagini dei carabinieri; il fatto di sangue si inserisce nella sanguinosa guerra di mafia in corso sul Gargano, dove la criminalità è in fase di riassestamento, tra boss in ascesa e nuove alleanze

Immagine di repertorio

Troppo gravi le ferite riportate nell'agguato tesogli sotto casa, Girolamo Perna - per gli inquirenti a capo dell'omonimo clan - è morto poco fa, all'ospedale di San Giovanni Rotondo, dove era stato trasportato in condizioni già critiche.

Il fatto è successo intorno alle 21, nei pressi della sua abitazione, a qualche chilometro dal centro abitato di Vieste. Al momento dell'agguato, Perna non era solo: è stato raggiunto da una sventagliata di colpi di arma da fuoco (ancora da accertare se pistola o fucile) che lo hanno gravemente ferito; illesa la persona che era con lui. Non è la prima volta che Perna, 29 anni, è obiettivo dei sicari: negli ultimi tre anni ha rischiato la vita tre volte, in altrettanti agguati falliti o avvertimenti.

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Sull'accaduto sono in corso le indagini dei carabinieri; il fatto di sangue si inserisce nella sanguinosa guerra di mafia in corso sul Gargano, dove la criminalità è in fase di riassestamento, tra boss in ascesa e nuove alleanze. Perna, con precedenti per droga e armi, è ritenuto a capo del clan opposto agli 'scissionisti' di Marco Raduano (ex luogotenente del boss Angelo Notarangelo), che si contendono il predominio sul territorio circa la gestione dei traffici di droga (soprattutto quella proveniente dai Balcani) e il racket delle estorsioni.

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