Strutture abusive nella ‘Riservetta’: le precisazioni del Parco del Gargano

L’area di 40 ettari si estende alla Foce del Candelaro nei pressi dell’oasi Lago Salso. E’ ad alto rischio idraulico e sottoposto a vincolo paesaggistico

La 'Riservetta'

Il Parco del Gargano si difende dalle accuse di Alternativa Libera circa l’interrogazione parlamentare presentata ai ministri dell’Ambiente e dell’Interno dall’on. Samuele Segoni e da altri parlamentari, sulla presenza di strutture abusive all’interno della cosiddetta "riservetta" alla foce del torrente Candelaro, nei pressi di Oasi Lago Salso. “Definire inerte il Parco nazionale del Gargano circa gli abbattimenti abusivi è quanto mai assurdo, dato che di abbattimenti nell’ultimo anno e mezzo ne sono stati realizzati circa 50. E questo a dimostrazione che, pur non potendo ancora disporre dei poteri interdittivi e sanzionatori previsti dall’articolo 29 della legge quadro sui parchi, sono state comunque compiute azioni concrete”.

La ‘Riservetta’ è un’area di 40 ettari appartenente al Consorzio di Bonifica di Capitanata ad alto rischio idraulico e sottoposta a vincolo paesaggistico in quanto si trova all’interno del Parco Nazionale del Gargano. Due sono state le problematiche rilevate dagli esponenti foggiani di AL, una di carattere ambientale l’altra relativa alla legalità.

entari sulla grave situazione che investe un importante sito ad elevata valenza naturalistica nell’area del golfo di Manfredonia, interessato da costruzioni ed occupazioni abusive. Si tratta della cosiddetta “Riservetta”, un’area di 40 ettari alla foce del torrente Candelaro, al confine con la riserva statale di Frattarolo e con l’Oasi di Lago Salso.Il Parco aggiunge e conclude: “E’ orami noto che nel febbraio del 2015 il Parco del Gargano ha siglato una convenzione con la Procura di Foggia per dare il via ad un piano di abbattimenti di immobili abusivi, a seguito di condanne divenute definitive per violazioni della legge urbanistica e antisismica. Tale convenzione prevede che sia la stessa Procura della Repubblica a stabilire la priorità nella selezione degli immobili da abbattere. Per cui, gli attacchi fatti all’Ente risultano inopportuni ed infondati, sarebbe forse stato meglio avere risposte, prima di interrogare?

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