Sabato, 25 Settembre 2021
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Figliuolo detterà l'agenda della vaccinazioni, decisive per le riaperture. Draghi: "Smettetela di vaccinare sotto i 60 anni"

Quanto più celermente procederanno le vaccinazioni, tanto più si potrà riaprire. Lo ha detto il presidente del Consiglio in conferenza stampa assieme al presidente del Consiglio superiore della Sanità Locatelli. "Con che coscienza - tuona il premier - la gente salta la lista?"

"Bisogna vaccinare prioritariamente quelli che hanno più di 80 anni, più di 75 anni e più di 70 fino ad arrivare a quelli che hanno più di 60 anni. Al riguardo, ci sarà una direttiva del generale Figliuolo per le Regioni". Lo ha detto il presidente del Consiglio Mario Draghi in conferenza stampa insieme al presidente del Consiglio superiore della Sanità Franco Locatelli, rispondendo in particolare a una domanda sulla disparità tra le regioni e annunciando il provvedimento ad horas del commissario straordinario per l'emergenza Covid.

"La prima cosa è seguire le linee guida espresse dal ministro Speranza, dal Comitato tecnico scientifico, dal professor Locatelli, dal prof Brusaferro in tutte le occasioni di incontro che ci sono state in queste ultime ore. La raccomandazione è usare il vaccino Astrazeneca per coloro che hanno più di 60 anni di età. Ma cerchiamo di fare una riflessione, quello che deve attirare la vostra attenzione il rischio di decesso: è massimo per coloro che hanno più di 75 anni".

Partendo da questo presupposto, stila lista delle priorità. E poi tuona: "Uno un po' banalizzando dovrebbe dire: smettetela di vaccinare chi ha meno di 60 anni, smettetela di vaccinare i giovani, i ragazzi, psicologi di 35 anni perché sono operatori sanitari anche loro in queste platee di operatori sanitari che si allargano. Ma con che coscienza un giovane o comunque uno che non è compreso nelle prenotazioni salta la lista e si fa vaccinare? Questa è la prima domanda: con che coscienza la gente salta la lista, sapendo che lascia esposto al rischio una persona che ha più di 75 anni, un rischio concreto di morte, oppure una persona fragile".

"I vaccini ci sono"

La disponibilità di vaccini - assicura il presidente del Consiglio - non è calata. "Tant'è vero che i numeri sono tornati più o meno a quelli prima della Pasqua e sta risalendo secondo il trend previsto dalla programmazione del vaccino. Non ho dubbio sul fatto che gli obiettivi vengano raggiunti, quello che occorre però fare è concentrarsi su questa classe di età. La disponibilità di vaccini che abbiamo in aprile da sola permette di vaccinare tutti gli over 80 e gran parte di coloro che hanno più di 75 anni in tutte le regioni. È venuto il momento di prendere delle decisioni perché questo è al centro anche delle riaperture e della ripresa dell'economia. Se noi riusciamo a ridurre il rischio di morte delle classi più esposte è chiaro che si riapre con molta più tranquillità. La disponibilità di vaccini c'è e tocca al commissario coordinarsi con le Regioni, ma stanno già facendo molto lavoro, ora si tratta di fare delle scelte di direzione. Il commissario e le Regioni lavorano molto bene insieme quindi non ho alcun dubbio che tute le regioni possano conseguire questo obiettivo".

La road map delle riaperture

Non ha date per le riaperture: il governo ci sta lavorando in questi giorni. Dipenderà dall'andamento dei contagi, ma anche da un altro dato che finora non era stato preso in considerazione: l'andamento delle vaccinazioni delle classi a rischio.

"È normale chiedere le aperture, la miglior forma di sostegno per l'economia non sono i sostegni sono le riaperture - ha detto Mario Draghi -. Sono consapevole della situazione di bisogno, a dir poco, spesso di disperazione - afferma rispetto alle manifestazioni - naturalmente uno deve sempre condannare la violenza ma capisco totalmente il senso di smarrimento e di alienazione. Io voglio vedere le prossime settimane di riapertura, ma in sicurezza. Quanto più celermente procedono le vaccinazioni tanto più si potrà tornare a riaprire. E quando parlo di vaccinazioni celeri parlo di categorie a rischio".

La stagione turistica

Il ministro Massimo Garavaglia oggi ha indicato la data del 2 giugno per la ripartenza del turismo. "Speriamo, magari anche prima, chissà - ha detto Draghi -. La cosa importante è prepararsi alla stagione turistica, non darla per abbandonata perché non lo è".

Il premier si è espresso anche sul Green Pass, il passaporto vaccinale per viaggiare. "Bisogna annunciare che noi siamo pronti ad accogliere tutti i turisti che abbiano un certificato vaccinale, dobbiamo procedere rapidamente nel nostro interesse ad avere un certificato vaccinale. Quindi piuttosto che preoccuparsi delle complicazioni anche di carattere etico cominciamo a farlo, poi dopo ci preoccuperemo di non discriminare quelli che non l'hanno fatto".

Annuncia di aver chiesto al ministro Garavaglia di preparare un piano per la riapertura di fiere ed eventi, andando molto svelti per non perdere la stagione estiva. "Stiamo guardando al futuro - rassicura - ma non lontano, il futuro delle prossime settimane".

La scuola

Per le riaperture al primo posto ci sono proprio le scuole. "L'ho detto l'altra volta per i più piccoli, lo dico oggi per i più grandi. L'obiettivo deve essere quello di dare a questi ragazzi almeno un mese pieno di attività scolastica, che possano chiudere insieme l'anno". Al premier è stato chiesto anche se il governo intenda impugnare la delibera della Regione Puglia che concede la facoltà di scelta per la didattica a distanza: "Ci stiamo pensando. Non abbiamo ancora preso una decisione sull'impugnativa".

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