Venerdì, 14 Maggio 2021
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Il pasticcio di Parco San Felice: il Comune ordina (di nuovo) la rimozione della recinzione, ma l'Asd Rovelli ricorre al Tar

Dalla verifica endoprocedimentale sono scaturiti i pareri contrari del servizio Urbanistica, del Servizio Lavori Pubblici, del servizio Ambiente e del servizio integrato Attività Economiche, ma la Asd Rovelli ha presentato ricorso al Tar

Parco San Felice, la storia infinita. L’argomento è ancora il campo di calcetto e la concessione della sua gestione alla Asd Rovelli, attraverso l’avviso pubblico per manifestazione di interesse. Una nuova ordinanza dirigenziale (la n. 3 del 22 aprile scorso) ha infatti disposto “la rimozione della recinzione realizzata dalla Associazione Sportiva Rovelli sui lati liberi dell’area, limitando il libero accesso al parco San Felice in via Rovelli angolo via U. La Malfa in Foggia con il successivo ripristino dei luoghi quo ante”.

L’ordinanza giunge due mesi dopo la determinazione dirigenziale n. 249, attraverso la quale si obbligava la Asd Rovelli a rimuovere entro sette giorni la recinzione, dando mandato alla polizia locale di verificare l’esecuzione di quanto disposto. Tuttavia, a due mesi di distanza dalla determinazione, la recinzione risulta ancora installata.

Come si ricorda, la gestione del campo di calcetto fu affidata – attraverso l’avviso pubblico per manifestazione di interesse – con la determinazione n. 722 del 2019 del Servizio Sport alla Associazione sportiva Rovelli. Con la stessa determinazione si “prendeva atto della realizzazione di una recinzione sui lati liberi dell’area – limitando il libero accesso –, del rifacimento del manto del campo di calcetto, della realizzazione di due tribune prefabbricate nonché della realizzazione di una struttura composta da 10 blocchi prefabbricati adibiti a spogliatoi, a servizio del campo da calcio e dell’area fitness, a ufficio e bar”.

Sull’affidamento, però, emersero diverse zone d’ombra, evidenziate dall’associazione ‘La Società civile’ e dai consiglieri comunali del Partito Democratico. In primis, si contestava l’affidamento di un’area ben più vasta (circa un ettaro) rispetto a quella relativa al solo campo di calcetto prevista dall’avviso pubblico. In secondo luogo, emerse che la stessa recinzione – come annunciò l’assessore Sergio Cangelli – fu installata “senza le dovute autorizzazioni”. Alle parole di Cangelli, seguì la determinazione dello scorso 24 febbraio, mediante la quale il Comune annullò l’affidamento del campo di calcetto alla Asd Rovelli in quanto “l’avviso pubblico approvato prevedeva esclusivamente l’affidamento della gestione del campo di calcetto e non di un’area più vasta”.

Due mesi dopo, ecco il nuovo provvedimento a firma del dirigente dell’area tecnica Paolo Affatato. Nella determina si legge che la realizzazione delle due tribune prefabbricate in acciaio e della struttura composta da 10 blocchi prefabbricati necessita del rilascio del permesso a costruire, “previo parere della soprintendenza ai beni paesaggistici trattandosi di parco urbano”. Inoltre, il servizio Lavori pubblici ritiene necessaria la previa “verifica sulla presenza di vincoli del Piano Paesaggistico Territoriale Regionale”. Parere negativo è arrivato anche dal servizio Ambiente “in merito alla realizzazione dei manufatti ricadenti sul verde esistente, ritenendo le opere previste invasive e non in linea con la vocazione del sito”.

Infine – si legge ancora nel provvedimento – il Servizio integrato Attività economiche comunica che la somministrazione di alimenti e bevande per un'associazione deve essere “un’attività accessoria rispetto a quella di natura sportiva e ricreativa e deve essere svolta unicamente a favore dei propri soci in locale conforme alle norme e prescrizioni in materia edilizia e igienico sanitaria. Ovviamente ciò configurerebbe un’area per sport ad uso esclusivo dell’associazione in cui ricade l’attività accessoria di quo. Nel caso invece si trattasse di attività di somministrazione di alimenti e bevande esercitata in un locale aperto al pubblico, la stessa non solo dovrebbe rispettare e conseguire i pareri riferiti alle norme igienico sanitarie, edilizie ed urbanistiche vigente in materia (ovvero C/l), ma configurerebbe una attività libera economica all'interno di un’area pubblica urbana, per la qual cosa (es. chioschi) in questo momento non sono rilasciabili autorizzazioni perché in corso di componimento specifica regolamentazione”.

Alla luce di tutte queste evidenze, e del fatto che, malgrado l’obbligo di ripristino dello stato dei luoghi imposto lo scorso febbraio, la recinzione è ancora presente, il Comune ha disposto la rimozione della recinzione sui lati liberi dell’area, limitando il libero accesso al parco San Felice in via Rovelli angolo via Ugo La Malfa.

Tutto finito? Non proprio. Nell’ordinanza dirigenziale si fa presente che il soggetto destinatario del provvedimento ha 60 giorni di tempo per ricorrere al Tar Puglia. Ricorso che la Asd Rovelli avrebbe già presentato per far valere le proprie ragioni, ovvero l’aver ottenuto la concessione della gestione del campo di calcetto, delle tribune, dell’area fitness e del bar, dal Servizio Sport del Comune di Foggia, attraverso la determinazione n. 722 del 2019. Un parere favorevole poi sconfessato dalla successiva verifica endoprocedimentale da cui sono scaturiti i pareri contrari del servizio Urbanistica, del Servizio Lavori Pubblici, del servizio Ambiente e del servizio integrato Attività Economiche. Se non è un pasticcio, poco ci manca. 

“Purtroppo, la recinzione è ancora lì e oggi si parla di ricorsi e battaglie legali. Noi del WWF Foggia chiediamo chiarezza e trasparenza e pretendiamo che l'Amministrazione comunale trovi i responsabili di questo madornale errore amministrativo”, dichiara Maurizio Marrese, presidente del Wwf Foggia.

“Ricordiamo e ribadiamo che per tutti questi mesi i cittadini di Foggia sono stati privati di uno luogo pubblico, di uno spazio sociale ove passare il tempo libero che proprio in questo periodo di distanza forzata risulta vitale per il benessere psico-fisico.

Solleviamo inoltre un'altra questione importante, visto che in questi mesi su questo ettaro del parco non è stata effettuata manutenzione del verde (sfalcio, pulizie etc.) questi servizi sono stati ugualmente pagati dal Comune di Foggia? Ovvero sono rientrati nel budget di spesa per la manutenzione del verde pubblico? Chiediamo quindi – conclude Marrese – di verificare questo aspetto ed eventualmente di recuperare le somme "a compensazione" piantando magari esemplari arborei nella medesima area in accordo con le associazioni cittadine che di fatto hanno tutelato l'interesse pubblico”.

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