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"Il Parco è di tutti", ma non è 'felice': le zone d'ombra e gli interrogativi sulla gestione del campo di calcetto

I dubbi sull'affidamento diretto per la manutenzione e la riqualificazione del campo di calcetto, alla Asd Rovelli. I lavori interesseranno un'area ben più vasta, di quasi un ettaro, che prevedono la realizzazione di aree ristoro e un'area fitness

Tutto è partito dalla denuncia formulata con un post su Facebook dal comitato di cittadinanza attiva ‘La Società Civile’, seguito poco dopo da una nota del Wwf Foggia. Si parla di Parco San Felice, e del campo di calcetto presente all’incrocio tra via Rovelli e via Ugo La Malfa, attualmente in condizioni piuttosto precarie. La gestione del campetto è stata affidata a una associazione foggiana, la Asd Rovelli, che si occuperà della sua riqualificazione. Tuttavia, gli interventi della associazione affidataria non si limiteranno al solo impianto sportivo, ma a un’area ben più vasta di quasi un ettaro, nella quale sorgeranno una tribunetta, gli spogliatoi, oltre a un bar, un’area ludica per i bambini e un’area fitness. Fin qui potrebbe sembrare tutto ok. Ma occorre fare più di un passo indietro, ripercorrendo l’iter che ha portato all’assegnazione dell’area. Un percorso che presenta più di qualche criticità e diverse zone d’ombra. 

MANIFESTAZIONE DI INTERESSE – Il 20 febbraio del 2018, il Comune di Foggia, in seguito a deliberazione della Giunta Comunale, pubblica un avviso per “manifestazione di interesse per l’affidamento in concessione del campo di calcetto sito in parco San Felice via Rovelli angolo via La Malfa di proprietà del comune di Foggia”. Per chi fosse poco pratico, la manifestazione di interesse altro non è che una indagine che l’ente effettua per individuare eventuali soggetti interessati a partecipare a una procedura negoziata per l’affidamento di un contratto sotto soglia. Una volta raccolte le candidature, l’Ente procede a inviare le lettere di invito a partecipare alla procedura di gara negoziata. Nell’avviso pubblico si parla di un affidamento della durata di otto anni con un canone a base d’asta di 4.139, 00 al netto dell’Iva. Tuttavia - prima criticità - manca il termine ultimo entro il quale presentare la domanda: "La manifestazione di interesse, conforme allo schema allegato al presente avviso (allegato A), dovrà essere indirizzata al Comune di Foggia- Ufficio Protocollo - sito in Corso Garibaldi n. 58 - 71121 Foggia - e dovrà pervenire  inderogabilmente entro le ore 12.00 del giorno". Quale sia il giorno, non è dato sapere. Verrà aggiunto solo nei successivi documenti.      

Tra i requisiti di partecipazione, oltre “all’insussistenza di pregresse cause di esclusione dalla partecipazione di affidamento”, è esplicitamente richiesta l’affiliazione a una federazione sportiva e/o Ente di promozione sportiva nonché “una esperienza e presenza radicata nel territorio del Comune di Foggia, per la promozione della disciplina sportiva per cui si concorre”. All’avviso pubblico segue la determinazione dirigenziale numero 182 del 6 marzo 2018, con la quale si approvano gli atti di gara per l’affidamento in concessione del campetto. In data 15 marzo, l’avviso di manifestazione di interesse viene pubblicato sull’Albo pretorio, fissando al 5 aprile 2018 il termine per il ricevimento delle richieste di partecipazione. Giunge una sola richiesta, quella della Asd Performance di Viale Giotto, 206.

La commissione esaminatrice, composta da Carlo Dicesare, Nicola Ruffo e Angelo Mansella, approva la richiesta di partecipazione, “conforme a quanto richiesto nell’avviso”. La ditta viene, pertanto, ammessa al proseguimento della procedura per la gestione dell’impianto sportivo. Con determinazione dirigenziale del 9 aprile 2018, il Comune approva la ditta candidatasi e la invita alla procedura negoziata.

FORFAIT E NUOVI INGRESSI – La lettera di invito alla Asd Performance, inviata a mezzo pec in data 13 aprile 2018, fissa alle ore 12 del 3 maggio successivo, il termine ultimo per la presentazione dell’offerta. Ma il 3 maggio la procedura non si svolge, perché la Asd Performance non si presenta. Che cosa succede? Nulla, almeno fino al maggio del 2019. Una nuova determinazione dirigenziale, la 722 del 22 maggio, annuncia l’affidamento diretto dell’impianto sportivo alla Asd Rovelli, presieduta da Alessio Russo. Ed è proprio qui che cominciano le incongruenze.

DUBBI – La nuova associazione affidataria, come riporta lo statuto, è nata nel dicembre del 2018, ovvero circa sei mesi prima di ricevere l’affidamento. E quindi già verrebbe meno uno dei requisiti fondamentali presenti nell’avviso pubblico: la comprovata esperienza e presenza radicata nel territorio del Comune di Foggia. Né il nome dello stesso Russo risuona negli ambienti sportivi. Altro punto essenziale è l’iscrizione a enti riconosciuti dal Coni di cui non ci sarebbero riscontri concreti. Insomma, il Comune ha affidato la gestione dell’impianto sportivo a una associazione che non possiede più di un requisito essenziale. Così come non vi è traccia alcuna della succitata Asd in via Gramsci, 1-D, lì dove risiederebbe la associazione, e dove invece risultano solo studi di avvocati e commercialisti e residenze di normali cittadini, tra i quali alcune componenti del direttivo dell'associazione. 

Ma non è finita qui: nel progetto presentato, la Asd Rovelli si impegna alla realizzazione di nuove strutture, come la succitata tribunetta, gli spogliatoi, un’area fitness, un’area giochi per bambini e un’area ristoro (un bar). Lavori per i quali è necessario l’intervento su uno spazio ben più vasto di quello sul quale ricade il campo di calcetto. Si parla di 9mila metri quadrati, circa un ettaro. Il che si traduce in uno stravolgimento vero e proprio di un segmento importante dell’intero Parco. Le incognite sono diverse, a cominciare dall’investimento stesso: 200mila euro per una struttura che, in teoria, tra otto anni tornerebbe in mano al Comune.

Con una nota pubblicata giorni fa, l’assessore al Legale e al Contenzioso Sergio Cangelli, ha replicato alle critiche, negando il pericolo paventato di una cementificazione del Parco, e di una limitazione della fruizione pubblica della zona. “La recinzione già presente – ha aggiunto l’assessore – ha l’esclusivo fine di garantire gli ingressi e la sicurezza degli utenti, tra i quali si auspica che ci saranno molti bambini, oltre che evitare la possibile vandalizzazione delle strutture”. E a proposito della recinzione, Cangelli prende a esempio l’area di Parcocittà: “Del resto, non mi sembra che l’area confinante, definita soluzione virtuosa ed esemplare da questi stessi novelli detrattori, sia priva di recinzione, per cui non si comprende il perché, ma lo si intuisce facilmente, quella stessa recinzione rappresenti dapprima un vantaggio e poi un limite”. Tuttavia, quella che Cangelli derubrica a mera polemica di natura politica, presenta argomentazioni ben più sostanziose, corroborate dall’evidenza di tante, troppe criticità. Anche perché, al Comune è giunta – tramite lettera scritta – una richiesta di chiarimento da parte dei residenti della zona.

A ingenerare i dubbi, non è tanto quello che la Asd Rovelli realizzerà, ma il percorso che ha condotto all’assegnazione. In base all’articolo 36 comma 2, lett. a) del decreto Legge n. 50 del 2016, l’affidamento diretto è consentito per importi inferiori ai 40mila euro. E infatti, l’importo dei servizi previsto è pari a 34.500 euro, ma per il solo campo di calcetto, non per un’area di quasi un ettaro. Né si comprende il grado di compatibilità dei suddetti lavori con il punto 3 dell’avviso pubblico: “Qualsiasi miglioria effettuata dal concessionario rimarrà a disposizione e di proprietà del Comune di Foggia a seguito della scadenza della presente concessione; ogni intervento di manutenzione straordinaria, ristrutturazione dell’impianto o nuova realizzazione di recinzione o opere di urbanizzazione primaria dovrà essere preventivamente autorizzato dalla stazione appaltante che dovrà rilasciare idoneo titolo abilitativo”. La costruzione di un centro sportivo con aree ristoro è considerabile come una semplice miglioria rispetto alla riqualificazione di un campo di calcetto?

Ma le domande che meriterebbero una risposta sono molteplici: perché il Comune non ha pubblicato un nuovo avviso pubblico dopo la diserzione della Performance, ma ha affidato i lavori ad un’altra associazione in vita da pochi mesi e sprovvista di alcuni tra i requisiti richiesti? Se i lavori di riqualificazione previsti interessano un’area assai più vasta di quella prevista con una spesa di oltre 200mila euro, perché si è proceduti lo stesso con l’affidamento diretto consentito solo per affidamenti di importo inferiore ai 40mila euro? E se si parla dell’esempio virtuoso di Parcocittà, perché per la gestione di quell’area si farà una gara che invece non è stata indetta per il centro sportivo? “Sull’affidamento in concessione del campo di calcetto sito in Parco San Felice emergono tante e tali incongruenze da rendere urgente e doveroso un chiarimento nel merito da parte dell’Amministrazione Landella”, ha dichiarato la consigliera comunale Anna Rita Palmieri, dopo aver effettuato l’accesso agli atti.

Interrogativi che meriterebbero risposte dettagliate e più convincenti.

LA REPLICA - Con una nota diramata poco fa, l'assessore Cangelli ha replicato alla consigliera Palmieri: "Trovo sconcertante che le stesse possano arrivare da parte di chi per dieci lunghi anni ha lasciato le strutture sportive comunali in stato di totale abbandono; E lo è ancora di più nel momento in cui si consideri che le poche strutture funzionanti al momento del nostro insediamento siano sono state concesse dalle Amministrazioni precedenti, di cui la consigliera era un'autorevole rappresentante, senza uno straccio di procedura ad evidenza pubblica, ma esclusivamente attraverso un affidamento diretto. Questa Amministrazione, invece, sin dal 2015 si è occupata di censire il patrimonio sportivo comunale, a partire dallo stadio Zaccheria, e affidarne la gestione alle associazioni più meritevoli attraverso appositi bandi pubblici e ad affidamenti basati su adeguate proposte tecniche ed economiche. Tali bandi hanno riguardato le strutture di via Einaudi, via Alpi, via Forcella, via Castelluccio, via Almirante, via Miranda, via San Severo e via Mandara. A ciò si aggiungano altre strutture, tra cui quella di Parco San Felice di cui oggi si discute, per le quali devono ancora essere avviati i lavori di rifunzionalizzazione da parte delle associazioni assegnatarie. Ho già avuto modo di chiarire quale sia stato l'iter di affidamento di questa struttura, per cui sono curioso di conoscere quali possano essere le presunte incongruenze rilevate dalla consigliera Palmieri. Posso, invece, senz’altro rispedire al mittente le accuse di spregiudicatezza e disinvoltura, considerato che solo con l'Amministrazione di centrodestra è stata data la possibilità a tutte le associazioni di poter partecipare ai bandi per la gestione delle strutture sportive comunali, senza giudicare dal presunto colore politico dei soggetti partecipanti. La testimonianza di questa trasparenza, del resto, la si è avuta dalla lettura di una recente rassegna stampa locale secondo la quale l'affidatario della struttura in questione sarebbe vicino ad una nota dirigente della CGIL (Loredana Olivieri, ndr), sindacato storicamente non vicino alle posizioni politiche di questa Amministrazione. Questa circostanza, che tra l'altro non ci ha mai interessato, è sintomatica della assoluta imparzialità con cui abbiamo operato e continueremo ad operare”.

Aggiornato alle 14.51 

   

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