Ataf, cresce l'insofferenza tra i lavoratori. I sindacati: "Confronto costruttivo col cda o stato di agitazione"

In una dura nota, Faisa Cisal, Faisa Confail e Ugl Trasporti denunciano le criticità all'interno dell'azienda, a partire dal problema relativo al numero di mezzi fino "all'atteggiamento persecutorio" del cda verso i lavoratori

“Abbiamo recentemente e reiteratamente sollecitato la proprietà, il Comune di Foggia e il cda di Ataf spa, al rinnovo del parco mezzi che, avendo un’età media superiore ai 15 anni, risulta obsoleto e, purtroppo, conta ormai un esiguo numero di autobus, del tutto insufficiente ad espletare un servizio adeguato. D’altronde, l’ente proprietà, negli ultimi tempi non ha mostrato alcun interesse al mantenimento in House del servizio di TpL, destinandolo così alla privatizzazione, (affidamento che poteva essere prorogato) e la lentezza nella nomina della commissione per aggiudicare la gara per l’acquisto dei bus nuovi ha, di fatto, peggiorato la situazione del parco mezzi. Prendiamo atto che, questo Cda, solo fuori tempo massimo, si è deciso a setacciare nel mercato nazionale dell’usato, che è pieno di offerte speciali, per rimpinguare la flotta mezzi ATAF, quando è ormai già in atto il servizio invernale. Tuttavia, bisogna fotografare le attuali condizioni di lavoro dei vari comparti aziendali”, è quanto dichiarano in una nota congiunta, le segreterie aziendali di Faisa Cisal, Faisa Confail e Ugl Trasporti.

“Nelle officine – continua la nota – gli operai lavorano, ormai da anni, al freddo di inverno e al caldo d’estate, in una condizione igienico-sanitaria a dir poco precaria; non esiste un banco di riscontro, né un software di analisi per le anomalie dei mezzi, tantomeno è stato predisposto alcun corso di aggiornamento per il personale addetto alla manutenzione. I pezzi di ricambio per la riparazione dei mezzi marcianti vengono recuperati molto spesso dalla cannibalizzazione degli autobus non più idonei alla circolazione parcheggiati nel piazzale aziendale, generando un dispendio di tempo e di energie. Gli operatori di esercizio sono costretti a fare quotidianamente i conti con i problemi specifici di quel che resta di una flotta autobus ormai vecchia e malandata, gli stessi si rapportano quotidianamente con l’utenza, che legittimamente, manifesta il proprio malcontento per i disservizi dovuti alla soppressione delle linee per mancanza mezzi”.

I sindacati denunciano la precarietà numerica degli autobus, “che ha raggiunto il punto più basso dalla nascita dell’azienda”. Sotto accusa il Cda, che “con scelte unilaterali, facendo leva sul timore reverenziale instaurato tra i dipendenti, che temono di essere contestati, o peggio, relegati ad altre mansioni seduta stante”, ha reso più pesante il clima all’interno degli uffici e delle officine.

“È paradossale – aggiungono le segreterie – che, anziché tentare di risolvere i problemi relativi all’organizzazione del lavoro e dotare i dipendenti di strumenti e mezzi per operare nel migliore dei modi, abbia assunto un atteggiamento persecutorio nei confronti dei lavoratori, generando un clima di tensione ansia e stress – piscofisico, coadiuvato dalla messa in atto di contestazioni, sospensioni e punizioni a vario titolo, che attengono più alla marginalità della forma che alla sostanza delle questioni”.

Ataf è un’azienda a totale capitale pubblico con un unico socio di riferimento che è l’Ente Pubblico; si gestiscono soldi pubblici, non è proprietà privata del cda che, tra l’altro, riveste solo una carica di indirizzo politico pro-tempore. Ataf è della città di Foggia”.

Le organizzazioni sindacali prendono poi le distanze dalle notizie inerenti “le lettere anonime ricevute dal Cda, Cogliamo l’occasione per affermare con forza che, quel che resta del servizio di TpL, è messo in opera quotidianamente solo grazie al prezioso senso di responsabilità e alla grande professionalità del personale tutto di Ataf, che svolge il proprio lavoro in una condizione di assoluta precarietà. Il Sindacato è disponibile, come sempre, al confronto, fermo restando che se non si registrerà una inversione di marcia tesa alla risoluzione condivisa delle problematiche su esposte, il passaggio successivo non potrà che essere la proclamazione dello stato di agitazione di tutto il personale e la richiesta di dimissioni dell’attuale cda”.

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