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Manfredonia, questione Miramare: è scontro totale

Il sindaco Rotice conciliativo dopo lo sfogo di patron Di Benedetto. Ma la consigliera Valente rincara la dose contro il primo cittadino sipontino

I problemi erano noti. La polemica è invece esplosa nel momento più delicato della stagione. Perché tra 48 ore il Manfredonia si gioca la Serie D a Fasano contro il Gallipoli. Una stagione sicuramente trionfale sotto il piano squisitamente sportivo per i sipontini di patron Di Benedetto. Ma decisamente complicata sotto il piano logistico con i biancocelesti di mister De Candia, costretti ad allenarsi e a giocare le partite ovunque in giro per la Capitanata (e oltre) tranne che al Miramare. Chiuso per lavori per una stagione intera, un po' troppo per la posa del nuovo manto sintetico e vari lavori di riqualificazione di una struttura che "quella è".

Sta di fatto che patron Di Bendetto, nelle scorse ore, ha vuotato il sacco in conferenza stampa esternando tutto il suo malumore per la vicenda legata alla gestione del Miramare, la casa dei "delfini" che non è mai stata casa per un intero campionato. Tradotto: o il Manfredonia va in Serie D domenica pomeriggio o il patron potrebbe anche prendere in considerazione l'idea di fare armi e bagagli e andarsene altrove. Del resto la sua storia recente parla di Audace Barletta poi diventata Di Bendetto Trinitapoli. A Trani, per esempio, aspettano un nuovo "Messia" per dimenticare la gestione del pittoresco Lanza e rilanciare le proprie ambizioni di un ritorno nel calcio che conta dopo tanti, troppi anni, di "dilettantismo".

Non è tardata ad arrivare la rezione del sindaco di Manfredonia, Gianni Rotice, nel mirino delle contestazioni mosse dal patron dei sipontini: "Sono molto sorpreso ed un pò amareggiato per questo fulmine a ciel sereno. Spero si tratti di un malinteso tra le due società (il Manfredonia e quella che ha in gestione il Miramare, ndr) che si possa risolvere immediatamente per ristabilire quel clima di serenità necessario al bene della squadra e della città. Per centrare l'obiettivo tanto atteso da tifosi e sostenitori del Manfredonia Calcio, sono stati fatti molti sforzi, non ultimo la mia personale responsabilità con la firma dell'Ordinanza sindacale che ha permesso lo svolgimento al Miramare della finale contro il Bisceglie. Bisogna essere uniti e concentrati, siamo ad un passo dal traguardo, non possiamo e non dobbiamo vanificare tutti i grandi sforzi fatti in questa stagione dalle società Manfredonia Calcio 1932, SSD Manfredonia Manfredonia e dai tifosi. Mi auguro che domenica si possa festeggiare un'altra bella pagina di sport per la nostra città che, proprio attraverso lo sport, come accaduto nei mesi e nei giorni scorsi - ad esempio, con la promozione della Webbin Angels nel basket - può crescere ed avere lustro. Solo uniti si vince".

Nelle scorse ore, invece, a infuocare ulteriormente il clima, è intervenuta la consigliera comunale Maria Teresa Valente che è entrata in tackle sull'amministrazione cittadina: "La società S.S.D.Manfredonia Calcio 1932 e la società S.S.D.Manfredonia Miramare, infatti, sarebbero riconducibili allo stesso Rotice nonostante la palese conflittualità d’interessi. A conferma di questa tesi, basti guardare gli ultimi avvenimenti e rispondere a semplici domande: chi ha gestito platealmente e pubblicamente gli accrediti della partita con il Bisceglie? Chi ha interagito formalmente come S.S.D.Manfredonia Miramare? Chi scrive ed invia pec e chiama il Presidente della S.S.D.Manfredonia Calcio 1932? Giovanni Sventurato, cugino del sindaco, dipendente dell’Impresa Rotice, Consigliere Comunale e
delegato del Sindaco in materia di PNRR: più chiaro di così - ha scritto la Valente in una nota stampa fiume che prosegue - Siamo davanti a fatti gravissimi e a quanto pare un commissariamento sembra non aver insegnato nulla a chi tenta invano da oltre un anno di amministrare questa città. Tutta questa situazione di vischiosità e contiguità ha inciso, con la complicità di qualche dirigente comunale, anche nella conduzione dei lavori del campo sportivo Miramare, dove il controllato e il controllore si sono largamente sovrapposti, con le conseguenze che elencherò di seguito. Non ci sono documenti amministrativi che autorizzino il passaggio di concessione alla S.S.D.
Manfredonia Miramare, che è stata costituita dalla S.S.D. Manfredonia Calcio il 15 giugno 2022. Questo significa che i lavori sarebbero stati eseguiti abusivamente da un soggetto diverso da quello che aveva ottenuto la concessione. Tale situazione comporta una modifica soggettiva del contratto, come previsto dall'articolo 106 del vecchio Codice dei contratti pubblici. Se si tratta di un nuovo soggetto frutto della scissione della società aggiudicataria, come sembra, la modifica del contratto è possibile solo con l'autorizzazione del RUP del Comune, che deve effettuare le opportune verifiche. Queste verifiche, che servono ad accertare se il nuovo soggetto ha i requisiti di idoneità tecnica e finanziaria adeguati all'oggetto della concessione, oltre al certificato antimafia ed il DURC, sono mai state fatte? Perché su ciò non mi è mai stata data risposta a quanto chiesto anche in Consiglio?", chiede l'esponente del gruppo "Con", sigla diretta emanazione del presidente della Regione Emiliano.

La Valente entra poi su un aspetto tecnico che non sarebbe di poco conto: "Qualcuno si è accorto che il progetto di valorizzazione del campo sportivo che è stato presentato prevede una planimetria del campo di gioco con dimensioni di 99,50 metri di lunghezza e 60,00 metri di larghezza, che permetterebbe di giocare al massimo il campionato di Eccellenza? Quindi, se la società volesse ospitare competizioni del Campionato F.I.G.C. fino alla Lega Pro, come ha dichiarato in più sedi Rotice, sarebbero necessari altri lavori per allargare il campo alle dimensioni di 100 metri di lunghezza e 64 metri di larghezza. Al momento, voglio ribadirlo, il campo di gioco ha dimensioni che consentono l'omologazione solo fino al Campionato di Serie D, e non fino alla Lega PRO come promesso in fase di
gara". La consigliera di opposizione prosegue: "Il concessionario avrebbe realizzato un'opera senza ottenere le autorizzazioni e i pareri
richiesti per legge, tra cui il titolo urbanistico, il provvedimento paesaggistico, la procedura DRP e il provvedimento di AUA per lo scarico delle acque meteoriche. A tal proposito voglio ricordare ancora una volta che si tratta di un'opera in concessione e valorizzazione di un privato, non di un'opera pubblica diretta dal Comune. Ed incredibilmente, nonostante sia stata affidata ad un privato, le utenze
continuano ad essere pagate dal Comune di Manfredonia anziché dal concessionario, in palese violazione del contratto. Se tutto ciò sarà confermato dagli atti, il Sindaco Rotice prenderà le opportune determinazioni nei confronti delle società partecipate? Il Sindaco non solo batte il record per aver fatto giocare per un intero anno la propria squadra fuori dalle mura amiche, ma con l’ordinanza n.10 del 5 maggio 2023, che ha consentito al Manfredonia Calcio di ritornare al Miramare, dimostrerebbe di aver mentito spudoratamente per mesi, poiché nell’atto da una parte ha dichiarato di aver presentato in data 7 aprile 2023 la richiesta per l’agibilità (senza essere in grado dopo un mese di ottenerla), dall’altra per blindare l’ordinanza si è rifatto spudoratamente al certificato di agibilità rilasciato il 23 febbraio 2007, dopo aver vergognosamente detto in tutte le salse che il campo era inagibile da 7 anni. E permettetemi una chiosa, se non fosse stato per l’assist, per rimanere in ambito calcistico, dell’ex Sindaco, che ha fatto pervenire a Rotice l’ordinanza da copiare, neanche il 7 maggio si sarebbe potuto giocare a Manfredonia", conclude la Valente.

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