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La Regione schiera i medici di famiglia: possono fare i vaccini. Pronti a scendere in campo anche i pediatri e i dentisti

I medici faranno richiesta alle Asl del quantitativo di cui hanno bisogno e poi possono passare a ritirarlo dopo 48 ore. Richieste anche dagli specialisti ambulatoriali interni, pediatri di libera scelta e odontoiatri

I medici di medicina generale possono ritirare le dosi di vaccino negli hub vaccinali della Puglia per procedere con le vaccinazioni a domicilio degli over 80 e pazienti fragili: i medici faranno richiesta alle Asl del quantitativo di cui hanno bisogno e poi possono passare a ritirarlo dopo 48 ore. Per questo servizio le Asl stanno fornendo loro dei contatti mail dedicati.

La settimana procede con la vaccinazione degli over 80, in ambulatorio e a domicilio, dei pazienti fragili e dei caregiver: tra queste, sono state programmate le prime somministrazioni dei caregiver di pazienti ematologici e talassemici, mentre da sabato sarà la volta dei caregiver dei pazienti dializzati e trapiantati.

Nel frattempo il direttore del dipartimento regionale Politiche per la Salute, Vito Montanaro, ha incontrato le organizzazioni rappresentative dei pediatri di libera scelta, degli specialisti ambulatoriali interni e degli odontoiatri.

Obiettivo dell’incontro, dare attuazione anche in Puglia ai protocolli sottoscritti dal Ministero con le stesse organizzazioni a livello nazionale il 21 febbraio 2021, per coinvolgere queste figure professionali nel piano nazionale vaccini.

"Tutte le organizzazioni hanno dato la loro disponibilità ad affiancare la Regione nell’attuazione del piano vaccinale offrendo la possibilità di effettuare i vaccini negli studi convenzionati, ovvero gli specialisti presso i poliambulatori e i dentisti prevalentemente presso gli hub provinciali. È ovvio che in casi particolari la disponibilità è quella di effettuare i vaccini anche nei loro studi professionali. Ora stiamo raccogliendo le adesioni che, ricordiamo, sono su base volontaria. Coloro che sono interessati potranno comunicarlo alle Asl e agli ordini dei medici. L’intesa è quella di riconvocarci entro i primi dieci giorni di aprile per acquisire tutte le adesioni e trasmettere gli elenchi alle Asl e ai dipartimenti di prevenzione affinchè quanto prima si possa utilizzare nelle vaccinazioni questo ulteriore contingente di capitale umano”.

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