Giovedì, 17 Giugno 2021
Salute

Ostetriche in prima linea, dal primo giorno accanto alle donne positive al Covid. Vanessa: "La paura c'è sempre"

Vanessa Magistro, presidentessa dell'Ordine della Professione Ostetrica della Provincia di Foggia: "Le ostetriche hanno un ruolo importante per la donna, la coppia e il neonato: dovremmo valorizzarlo e riconoscerlo tutti i giorni"

Vanessa Magistro

Siamo in prima linea, dal primo giorno, per stare accanto alle donne positive a questo maledetto Covid. Le ostetriche hanno garantito assistenza e professionalità sempre, nonostante le difficoltà generate dal necessario distanziamento sociale”. Così Vanessa Magistro, presidentessa dell’Ordine della Professione Ostetrica della Provincia di Foggia, nel celebrare la Giornata internazionale delle ostetriche.

In un breve post, racconta la sua esperienza durante i mesi di emergenza sanitaria. Parla della paura (“che c'è sempre, è inutile negarlo”), della conoscenza con “quella maledetta tuta che ti toglie forze e respiro” e dei protocolli di sicurezza. Ma anche dei “segni lasciati sul viso dopo un turno in zona rossa, delle notti insonni, delle volte in cui crolli e della voglia di 'fare squadra' perché è solo così che si farà sempre meglio”.

Magistro racconta, insomma, di una nuova quotidianità, quella ha preso forma e sostanza negli ultimi 15 mesi, ma che non ha intaccato ciò che l’ostetrica rappresenta per le donne. Il Covid è un nemico che abbiamo imparato a conoscere e a fronteggiare. La paura c’è sempre, ma oggi abbiamo rodato protocolli e modalità di assistenza che ci permettono di garantire cure e assistenza alle donne (anche Covid positive) e ai neonati nella totale sicurezza, loro e nostra”, spiega.

Neo mamma scrive alle ostetriche del policlinico Riuniti

Quello che non è cambiato, dall’inizio della pandemia ad oggi è lo spaesamento che accompagna le donne al loro arrivo in ospedale. “In questa circostanza, in cui gli ingressi in ospedale sono vietati, l’ostetrica rappresenta, ancora di più, una figura di sostegno fondamentale”, continua. “E’ vero che, causa Covid, le partorienti arrivano sole in ospedale, ma è altrettanto vero che ad accogliere e supportare loro c’è una intera equipe di professionisti”.

Da presidentessa dell’ordine professionale - la Capitanata conta poco meno di 500 tra ostetriche e ostetrici - conosce bene le criticità e le problematiche patite dal settore in questi ultimi mesi, soprattutto nel ramo della libera professione: “Oggi fortunatamente abbiamo una maggiore consapevolezza dei rischi e protocolli di sicurezza che ci permettono di agire, sia nel pubblico che nel privato, con maggiore serenità. E anche le colleghe della libera professione hanno riconquistato maggiore libertà lavorativa nei vari ambiti dell’ostetricia”.

Sì perché, tiene a sottolineare Magistro, l’ostetrica non è solo colei che fa nascere i bambini: “Noi siamo professioniste della salute e della fisiologia, ci occupiamo della donna, della coppia e del neonato,ma anche della comunità tutta perché facciamo interventi di prevenzione (primaria e secondaria), ci occupiamo di educazione alla sessualità e di prevenzione con screening ginecologici (ad esempio, i pap-test). Non solo, ci occupiamo dei corsi di accompagnamento alla nascita, della gestione del neonato e dell’allattamento, della menopausa. Le ostetriche hanno un ruolo importante: dovremmo valorizzarlo e riconoscerlo tutti i giorni e non solo oggi”.

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