Lunedì, 2 Agosto 2021
Salute

L'ospedale D'Avanzo si candida ad Irccs: "Siamo fiduciosi". Dattoli difende il Deu, aperto a segmenti: "Gestione beni e servizi resta pubblica"

Il dg del Policlinico foggiano: “Ci stiamo preparando alla normalità, perché questa organizzazione verrà mantenuta per tutta la fase che, ci auguriamo, sarà meno impattante per il sistema ospedaliero”. Poi fa il punto sui dubbi legati alla commistione pubblico-privato del Dipartimento Emergenza - Urgenza

Vitangelo Dattoli

Il Policlinico Riuniti di Foggia prosegue a passi spediti verso il covid-free: “I numeri stanno calando vistosamente, credo che entro la prossima settimana saremo ufficialmente covid-free, ma non escludiamo casi estemporanei di ricoveri derivanti dall’aggravamento di soggetti in isolamento domiciliare”.

A parlare è il direttore generale del ‘Riuniti’, Vitangelo Dattoli, che a FoggiaToday illustra l’ennesima riorganizzazione della struttura ospedaliera, per fronteggiare la prevista ondata di ‘Variante Delta’, per la quale risulta particolarmente efficace la terapia con anticorpi monoclonali in sperimentazione al Policlinico foggiano: “Abbiamo individuato dei luoghi protetti presso i reparti di Rianimazione, Malattie infettive, Chirurgia, Ostetricia e Dialisi da dedicare ai pazienti Covid che potrebbero presentarsi durante l'estate. Non si tratta più di interi reparti dedicati, ma di aree contenute e ben circostanziate, con percorso dedicato, che non interferiranno con l’attività ospedaliera di base”, spiega.

“Ci stiamo preparando alla normalità, perché questa organizzazione verrà mantenuta per tutta la fase che, ci auguriamo, sarà sempre meno impattante per il sistema ospedaliero”. Restano invariate le procedure di emergenza, si allentano di poco i protocolli (come da direttiva regionale) e a giorni verranno ripristinate tutte le attività di volontariato, sostegno e tirocini che erano state bloccate dalla pandemia. “Solo per volontari, operatori o informatori scientifici che potranno certificare l’avvenuta vaccinazione”, spiega il dg che nel frattempo si prepara per accogliere, nelle prossime ore, una delegazione di Fratelli d’Italia per rispondere ai dubbi sollevati sul Deu, il Dipartimento di Emergenza Urgenza.

Ribadiremo loro qual è la nostra visione del Deu, dove quello che è stato attivato è a regime e funzionante. La strategia del trasferimento, fino a prova contraria, la decide l’azienda. E’ un’attività delicata e gravida di responsabilità, e ce la prendiamo tutta”, continua. “Fino ad ora abbiamo trasferito il servizio Cardiologia, gli ambulatori e l’Emodinamica, nonché la Chirurgia plastica, toracica e vascolare. In queste ore, stiamo ultimando la formazione per le evolute attrezzature di radiologia, molto rare nel panorama nazionale, dopo di che si procederà al trasferimento del Pronto soccorso e della Rianimazione. La fretta non c’è, ma c’è l’urgenza di seguire pedissequamente tutti i passaggi. Non vogliamo, oltretutto, smantellare questa funzione fino a che non abbiamo le idee chiare sugli sviluppi ed evoluzione del Covid”.

Ma i dubbi e gli interrogativi legati al Deu riguardano anche le procedure integrative di alcuni servizi che aprono, di fatto, al privato. “Sono procedure iper-rispettose tanto del Codice degli Appalti quanto delle previsioni dell’Anac e della Corte dei Conti”, taglia corto Dattoli. La delibera in questione è stata pubblicata in albo pretorio lo scorso 1° luglio (Finanza di progetto ad iniziativa privata per il “completamento, l’allestimento e la gestione integrata dei comparti operatori del nuovo dipartimento emergenza urgenza, comprensiva della manutenzione delle apparecchiature di alta tecnologia, nonché della realizzazione e gestione della nuova centrale di sterilizzazione e relativi servizi”). 

“Sono procedure convenienti per azienda, in assenza di quegli ulteriori finanziamenti che avrebbero dovuto integrare il Deu: abbiamo utilizzato fino all’ultimo centesimo delle risorse sull’economia del Dipartimento di Emergenza Urgenza, quindi vi era la necessità di fare ricorso a tutti gli strumenti straordinari a disposizione per ultimare quest’opera”. Il Deu non è chiuso, ribadisce. “Lo stiamo attivando a segmenti. Il popolamento di un presidio è una attività complessa: noi non ci facciamo né impressionare né irretire da richieste di accelerazioni, che peraltro ci sono ma che seguono la norma. Così come abbiamo resistito - e qui la storia ci ha dato ragione - alle pressioni di fare del Deu un ospedale Covid: una scelta di questo tipo avrebbe ritardato l’attivazione di anni”. La commistione pubblico-privato potrà influire sulla qualità e gestione dei servizi? La domanda è lecita, l’interrogativo viene sollevato a vari livelli: “La gestione di beni e servizi resta pubblica, al di là di pittoresche e fantasiose ricostruzioni”, assicura Dattoli.

In attesa del completamento dei trasferimenti nel Deu, per il quale non c’è una data certa ma una previsione di massima, Dattoli lavora sulla procedura di accreditamento del plesso ospedaliero ‘Colonnello D’Avanzo’ come Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs). “Stiamo lavorando sulla procedura, è un percorso molto difficile, ma sono ottimista”. La vicinanza con l’Istituto Zooprofilattico di Foggia può aiutare? “La collaborazione con lo Zooprofilattico è oggetto di convenzione, ed è un elemento che sfrutteremo. E’ una collaborazione che abbiamo sviluppato con grande soddisfazione proprio durante il periodo del Covid”.

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