Trivellazioni Tremiti, Bordo: “Governo totalmente sordo alle proteste”

“La grande manifestazione del 30 giugno e rafforzerà il mandato popolare conferito a quanti sono impegnati a svolgere ogni attività utile ad impedire questo scempio ambientale, sociale ed economico”.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

Prosegue la polemica legata alla vicenda delle trivellazioni petrolifere a largo delle Isole Tremiti volute dal ministro dell'Ambiente Prestigiacomo. “Il Governo è totalmente sordo alle moltissime proteste istituzionali e civiche, e persegue nell’insano proposito di trasformare l’Adriatico in un campo petrolifero, dove l’inquinamento distruggerà ogni altra forma di economia ambientalmente sostenibile”. Lo afferma Michele Bordo, deputato del PD, dopo aver appreso la notizia dell’adozione, avvenuta il 23 maggio, di un altro decreto ministeriale, sottoscritto dai ministri Stefania Prestigiacomo e Paolo Romani, che autorizza la Petroceltic Italia ad effettuare indagini geosismiche al largo delle coste abruzzesi, ma “in uno specchio di mare molto prossimo alla riserva marina delle Isole Tremiti”.

Lo stesso Bordo ha presentato un’interrogazione e una mozione per chiedere il ritiro del primo decreto “senza ricevere alcun cenno di riscontro o di attenzione, al pari delle istanze emerse dalla grande manifestazione di Termoli o degli atti prodotti dalle Assisi consiliari di molti Comuni, della Provincia di Foggia e della Regione Puglia. Fatti due conti, la stragrande maggioranza della popolazione che vive nelle regioni adriatiche non vuole neanche sentir parlare di trivelle petrolifere  – afferma il deputato del PDma il Governo va avanti, dimostrando anche in questa occasione di avere totalmente smarrito la pur minima sintonia con i cittadini”.

La grande manifestazione in programma alle Isole Tremiti il 30 giugnoribadirà quanto sia sbagliata la scelta compiuta dai ministri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico – conclude Michele Bordo – e rafforzerà il mandato popolare conferito a quanti, a partire dai parlamentari, sono impegnati a svolgere ogni attività utile ad impedire questo scempio ambientale, sociale ed economico”.

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