Lunedì, 20 Settembre 2021
Regionali Puglia 2020

"E' normale che è cresciuto il consenso elettorale". Piemontese replica a Furore: "Dalla nostra parte avevamo i fatti"

Scontro tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle. La replica di Raffaele Piemontese a Mario Furore

Tirato in ballo da Mario Furore - "che dire invece dei soldi usati a pioggia dal Bilancio della Regione Puglia, per consentire la campagna elettorale dell’assessore Piemontese tra nastri e inaugurazioni?" - Raffaele Piemontese replica all'europarlamentare del Movimento 5 Stelle. "Giocare a viso aperto, mettendo in risalto i risultati del lavoro svolto in cinque anni di governo, è una scelta che tratta i cittadini come persone con un cervello in grado di giudicare le cose buone e le cose cattive: a questo serve una campagna elettorale, non certo a macinare parole e slogan più o meno simpatici".

L'assessore al Bilancio e più suffragato alle scorse elezioni regionali con 21500 preferenze, rivolgendosi a Furore, pone una serie di esempi-interrogativi: "Quali nastri inquietano l’europarlamentare pentastellato? Quello che il piccolo Michele ha tagliato insieme a me e alla sindaco di Roseto Valfortore per inaugurare un campo di calcio a 5 in uno dei piccoli Comuni della nostra provincia, che vogliamo non si spopolino? Quale inaugurazione ha trovato disdicevole, Furore? Quella che abbiamo fatto insieme a Don Fabio della parrocchia del Cristo Re di Cerignola, potenziando un centro giovanile salesiano, avamposto importantissimo in uno dei quartieri più difficili di quella città? O pensa non sia utile per tutti aver finalmente speso i soldi pubblici che erano a disposizione per allungare la pista dell’aeroporto “Gino Lisa” di Foggia? Non riesce a cogliere il valore dell’inaugurazione dei lavori nell’ex Convento di San Francesco di Vieste, che lo trasformeranno in una delle più belle biblioteche di comunità d’Italia, con i ragazzi che potranno studiare in un edificio storico a picco sul mare? O pensa sia inutile che sia stato finanziato il dragaggio e il rilancio in grande stile del porto turistico di Rodi Garganico, non certo casualmente scelto dalla Ferrari per girare un suo spot? O che il Cinema Teatro dell’Opera San Giuseppe di Lucera sia stato ristrutturato e, oggi, abbia uno schermo e un impianto sonoro con tecnologie all’avanguardia, grazie a un programma regionale che prova a riportare pubblico nelle sale potenziandone l’appeal? In cosa dovrebbe consistere una campagna elettorale se non nella rendicontazione chiara e trasparente di quello che si è stati in grado di realizzare e delle risorse spese?"

Ergo, aggiunge, Piemontese, "se le persone hanno toccato con mano le realizzazioni di cui si è parlato in campagna elettorale, è perfino ovvio che cresca il consenso elettorale. Non c’è alcun mistero da svelare: in queste Regionali, dalla nostra parte avevamo i fatti e, dall’altra, solo molte chiacchiere. Speriamo che le chiacchiere siano finite qui. C’è molto lavoro da fare".

In tema di legalità e trasparenza del voto, "ha letto troppo frettolosamente e mischiato tante cose che niente hanno a che fare con la questione che il Partito Democratico ha posto" puntualizza l'assessore regionale al Bilancio, che aggiunge: "Avesse dedicato più attenzione al comunicato stampa che abbiamo diffuso ieri, contro cui si è affrettato a polemizzare, Furore avrebbe letto che il segretario cittadino del PD di Foggia il pomeriggio della domenica del voto – non “dopo” – ha chiesto e ottenuto l’intervento della Digos per vigilare su attività sospette che si stavano svolgendo attorno ai seggi. Altro che letargo!".

Raffaele Piemontese aggiunge e conclude: "Noi pensiamo che tutta la classe dirigente dovrebbe sentirsi coinvolta nella sfida della serietà e della responsabilità. Non è serio, né responsabile parlare di “mercato del voto” lasciando intendere che sia costume di tutti tranne che dei candidati M5S. Anzitutto perché è una bugia. E poi perché, anche nelle Comunali foggiane del 2019, il PD è stato in prima fila nella denuncia delle pratiche opache di ricerca del consenso e di controllo del voto, ma ha scelto di farlo senza sparare nel mucchio, una pratica che è la migliore delle garanzie per farla franca al sicuro del “così fan tutti”.

La controreplica di Mario Furore
 

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