Lastaria di Lucera, Schiavone: “L’ospedale non ha chiuso e non chiuderà”

La riduzione di posti letto e la chiusura di Ginecologia e Cardiologia non significa la fine del nosocomio lucerino. n Puglia sono necessarie 1000 unità tra medici ed infermieri

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

ORAZIO SCHIAVONE - La seconda fase del piano di riordino ospedaliero è ormai conclusa. L’aver conciliato le esigenze di risparmio e razionalizzazione della spesa con le necessità sacrosante e prioritarie del territorio e dei suoi cittadini, è un risultato importante, raggiunto non senza fatica.

Un risultato ottenuto dalla politica vera ed alta, dall’impegno dei capigruppo di maggioranza nelle lunghe e non sempre facili trattative con il presidente Vendola e gli assessori regionali.

Da unico capogruppo eletto in Capitanata rivendico come un successo aver evitato la soppressione e la dequalificazione dell’Ospedale “Lastaria” di Lucera, un presidio medico al servizio di un territorio ben più ampio della sola città sveva.

L’ospedale non ha chiuso e non chiuderà. La riduzione di posti letto e la chiusura di due reparti – Ginecologia e Cardiologia – non significa la fine del nosocomio lucerino.

L’eccellenza delle sue strutture, la professionalità dei suoi addetti, non andrà dispersa, perché a Lucera i reparti di Ginecologia e Cardiologia continueranno ad operare, anche se con la modalità del day-hospital, un sistema che consente un'economia di gestione, dedicata a quei pazienti che non hanno problemi di autonomia o di mobilità.

La necessità del sistema sanitario regionale è nella razionalizzazione della spesa non per il risparmio in se, ma per poter sbloccare risorse che consentano il completamento delle piante organiche e la possibilità di bandire concorsi.

In Puglia sono necessarie 1000 unità tra medici ed infermieri. Il rischio – ed in questo sottoscrivo le dichiarazioni del presidente Vendola –“non è dato dal reparto che chiude ma dal sistema che salta per la carenza di personale”.

 

 

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