San Marco in Lamis, Lombardi: “Pinuccio Villani sempre col potere”

L’ex sindaco: “Quindi, non fu per un fantomatico sms di minacce che il Villani si dimise?”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

michelangelo_pd_1_original-2SAN MARCO IN LAMIS, LETTERA DI MICHELANGELO LOMBARDI - "Ho letto con incredulità e sconcerto le parole dell’ex Vice Sindaco, Pinuccio Villani, un vero e proprio attacco a freddo, ad oltre un anno e mezzo dalle sue dimissioni. Pensavo, in un primo momento, che tu le avessi male interpretate. Poi, visto che non c’è stata nessuna smentita, mi sono deciso a scrivere.

Mi sono chiesto da dove potesse venire tanta cattiveria, del resto già espressa precedentemente dallo stesso in una intervista televisiva al tuo sito internet ed in un articolo su Times in Lamis. In entrambe le occasioni evitai di rispondere, ma credo che non si possa sempre far finta di niente.

Credo che tanto fervore, degno di migliori cause, provenga dalla necessità di ingraziarsi il potente di turno. Basta guardarsi alcuni atti comunali e si capisce subito che queste parole sono state “sollecitate” all’intervistato più da qualche misero incarico legale ricevuto che da improbabili incarichi politici futuri.

Gli Osanna cantati nell’intervista verso l’attuale Sindaco fanno a cazzotti con i giudizi sprezzanti e senza appello espressi in mia presenza dallo stesso nei confronti dell’intervistato, in un assolato pomeriggio agostano in quel di Vieste. Parole dure dell’On. le per l’ingratitudine del nostro, nonostante gli “aiutini” ricevuti in passato per sé e per qualche suo stretto congiunto.

Ma queste cose il Villani le conosce bene e le accetta di buon grado perché è più facile farsi ammaliare dalle sirene di “telefonate di fattiva solidarietà” che dalla fatica di confrontarsi quotidianamente con chi non è abituato a piaggerie e false moine.

Certo, fa specie vedere che uno che non ha stima di me e delle persone che militano nel mio partito abbia “resistito” 4 anni e mezzo prima di accorgersi quanto cinici e privi di personalità siamo.

Siamo così privi di personalità e abbarbicati al potere che, sia quando vinciamo che quando perdiamo, militiamo sempre nello stesso partito (personalmente dal 1994); che abbiamo difeso l’integrità della giunta quando molti nella maggioranza chiedevano la rimozione sua e di qualche altro assessore; che abbiamo lavorato duramente per evitare la bancarotta del Comune e salvaguardarne il bilancio; che abbiamo affrontato una battaglia elettorale difficile nel 2011, senza timore di perdere ed ora siamo all’opposizione, senza sconti e con dignità.

Il Villani, al contrario, è stato prima con Tenace, poi con Lombardi e ora con Cera (sempre dalla parte giusta, sempre col potere).

Però, il Villani – finalmente - ci dice qual è il vero motivo per cui ha lasciato la mia amministrazione: perché il mio partito gli aveva chiesto di dimettersi per fare un’operazione politica di rafforzamento della maggioranza. Lesa Maestà! Ebbene, pur avendo la prerogativa di revocarlo dall’incarico, in segno di rispetto per la sua persona, non l’ho fatto. Altro che cinismo!

Oggi, invece, giustifica chi per mantenere il potere e creare consenso distribuisce prebende ed inutili incarichi a spese dei cittadini, conducendo allegramente il Comune verso la bancarotta.

Dice, ancora, che Cera è l’unico ad avere la stoffa per fare il sindaco. Strano, lo diceva anche a me... fino a qualche giorno prima che gli chiedessimo di dimettersi.

Quindi, non fu per un fantomatico sms di minacce che il Villani si dimise? La vita di chi amministra è sottoposta a continue pressioni ed anche a minacce. Questo fu ciò che gli dissi. Che io stesso avevo ricevuto minacce ed altri prima di me, ma questo non poteva esimerci dal compiere il nostro dovere.

Se però uno antepone alla politica la serenità della famiglia e dei figli come si può condannarlo?

Ma perciò mi chiedo: si può tornare alla politica dopo che ci si è appellati all’italico motto “tengo famiglia”? Cos’è, non importa più? Oppure si ritorna alla politica proprio per questo?"

                         

 

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