La giunta è cosa fatta: così Landella fa ripartire Foggia, ultimi dettagli (e scontri) per chiudere la partita

Dovrebbe essere quasi chiuso il cerchio. Più della metà, stando così gli accordi, saranno riconfermati. Domani o lunedì proclamazione degli eletti. Ieri incontro bilaterale Lega - Forza Italia. Le consultazioni continueranno anche oggi

Entro il 31 luglio il Comune di Foggia dovrà approvare il riequilibrio di bilancio. Motivo per cui sarebbe ormai tempo di proclamare gli eletti. Potrebbe avvenire già domani secondo fonti interne, al massimo lunedì. E, come da annuncio del sindaco Landella, più o meno contestualmente dovrebbe essere presentata la nuova giunta. I giochi, secondo i beninformati, sarebbero a buon punto. “Ormai fatti” si azzarda. Ma andiamo con ordine.

Dopo il primo incontro formale tra le forze politiche, sono iniziate le consultazioni bilaterali. Ieri è toccato a Lega e Forza Italia, alla presenza del sindaco Franco Landella. Nel partito di Salvini, a quanto pare, la cordata Casanova-Cusmai-Splendido-Ursitti rischia di soccombere al gruppo consiliare guidato da Alfonso Fiore e al livello cittadino, le cui fila sono tirate da Sario Masi (che ha dovuto fare un passo indietro sul city manager, ambizione svelata da Foggiatoday) e, in seconda linea, da Luigi Miranda. L’operazione di salvare i non eletti (soprattutto Paolo La Torre e Raimondo Ursitti)  sarebbe ormai archiviata. “Si balla sui cadaveri” sostiene qualcuno. Ed in effetti le richieste del gruppo vanno in una sola direzione: nessun eletto in giunta, solo assessori esterni. I non eletti dovranno farsene una ragione, in fondo è il gruppo consiliare ad avere il coltello dalla parte del manico (situazione che apre un grande interrogativo politico, che è il seguente: dov’è il partito? Esiste?). C’è chi sostiene che l’operazione si stia consumando col consenso del regionale Luigi D’Eramo, salvo smentite dello stesso, e sarebbe la seguente: tre assessori alla Lega (a scapito dell’Udc, che resterebbe così a bocca asciutta), vicesindaco compreso (ipotesi che chiude completamente alla presidenza del consiglio voluta da mister preferenze Massimiliano di Fonso). Ovvio che tanto Angelo Cera quanto Massimiliano Di Fonso non dovrebbero prenderla bene, ma tant’è allo stato. Per ciò che concerne i nomi, sempre in accordo con D’Eramo l’avrebbero spuntata Miranda (forte della promessa fattagli da Landella e della vicinanza a Masi), a cui dovrebbe andare l’incarico di vicesindaco. Anche l’interesse per la sicurezza sarebbe svanito in casa Lega: per Miranda si parla di delega ai Servizi sociali (con tanto di ‘furto’ a Di Giuseppe). Un altro assessorato dovrebbe andare all’ex cittadino Gianfranco Fariello, uomo di Fiore ( o viceversa). Il terzo, ove venga concesso, dovrebbe portare un nome femminile. (Si badi, stiamo parlando delle richieste 'foggiane', in attesa di reazioni del partito).

La questione delle quote rosa, dicevamo, è un grande tema. Ed è il punto che favorisce nomi come quello di Erminia Roberto ed Anna Paola Giuliani, malgrado i detrattori. Le due donne dovrebbero essere confermate da Landella, ciascuna in quota alla lista di riferimento (Fratelli d’Italia e Destinazione Comune, che nella ripartizione ipotizzata prenderebbero un assessore ciascuno), seppur la prima con un’altra delega (pare Pubblica Istruzione), la seconda con la stessa delega, Cultura, ma con l’aggiunta questa volta di una figura “forte” che garantisca un sistema di gestione duale sul quale punta il sindaco per meglio “supervisionare” quell’assessorato: la figura sarebbe quella del direttore artistico del Giordano, sul quale si sta ragionando già da diverso tempo e rispetto a cui, si mormora, Landella avrebbe le idee chiare. E il nome. Accetterà Giuliani una sorta di commissariamento? Tra l’altro l’assessore uscente alla Cultura, terza della lista Destinazione Comune, avrebbe la necessità che l'intero gruppo consiliare, composta da Francesco Morese e Lucio Ventura, si pronunci su questo, posto che dovrebbe espressione della lista. 

L’altra donna dovrebbe esprimerla Landella, ed è l’uscente all’Istruzione Claudia Lioia, moglie dell’avvocato Michele Curtotti, legale della famiglia Landella/Di Donna su diverse questioni. Un altro fedelissimo di Landella arriverebbe dalla lista “Foggia Vince” ed è l’avvocato Sergio Cangelli. In una giunta a nove mancano due caselle: quelle di Forza Italia, dove sarebbe cosa fatta Claudio Amorese, altro uscente, genero del consigliere Bruno Longo, e probabilmente un altro fedelissimo di Landella, il non eletto Antonio Bove, assessore uscente ai Lavori Pubblici. Per Bove, tuttavia, ci sono due questioni da risolvere: le quote rose appunto (potrebbe servire un’altra donna per chiudere il cerchio), e il gruppo consiliare, intenzionato ad esprimere una propria figura. A Forza Italia anche la presidenza del consiglio comunale, con Leonardo Iaccarino. Tutti i mal di pancia, inevitabili, verranno accontentati con postazioni di sottogoverno.

“Diciamo che all’80% è fatta” si sostiene dalle parti di Palazzo di Città, “poi, ovviamente, se ci saranno bizze e veti, il sindaco ha già detto che deciderà solo ed esclusivamente con i regionali e ciascuno dovrà farsene una ragione” la minaccia. La confusione continua a regnare. 

Gli incontri bilaterali continueranno anche oggi. I Fratelli d’Italia sono divisi: Fusco vorrebbe il non eletto De Martino, non dispiace a La Salandra l’ipotesi La Salandra. Roberto, conoscendo Landella e i suoi “giri di valzer”, potrebbe anche rinunciare ad entrare in prima battuta. Il cerchio, ad ogni modo, si starebbe chiudendo.

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