La Lega alza la posta, aumentano le richieste: oltre agli assessorati, Masi alla direzione generale del Comune

Ancora una settimana di tempo per i partiti. Landella: "Io la giunta ce l'ho pronta". E intanto spunta un nuovo ruolo per il partito di Salvini: Sario Masi ambirebbe alla direzione generale dell'Ente

Non solo Foggia Calcio. A Roma il sindaco Landella avrebbe visto anche i segretari regionali di Lega e Forza Italia, Luigi D’Eramo e Mauro D’Attis per sbrogliare un’altra matassa che rischia di intricarsi: la giunta comunale. Domani sarà ancora la volta di D’Eramo e D’Attis a Bari. Trovare il bandolo è abbastanza complesso. Anche se Landella sarebbe stato chiaro con qualcuno: “Io la giunta ce l’ho pronta, se  i partiti non si muovono, procedo”. Il gong è la proclamazione degli eletti, la prossima settimana. Nove caselle da riempire (secondo una corrente di pensiero anche dieci, ma ci sarebbe la contrarietà del segretario generale). Cinque uomini e quattro donne.

I problemi di meno facile soluzione li ha la Lega, divisa com’è in tante anime, ciascuna con proprie ambizioni e desiderata. La sintesi all’orizzonte non si vede. La cena di venerdì scorso a Foggia con il gruppo consiliare, i primi dei non eletti e il commissario regionale è stata di mera conoscenza. D’Eramo a quanto pare non avrebbe affrontato neanche uno dei punti più ostici del discorso in piedi in casa salviniana: a partire dai non eletti La Torre e Ursitti, che il partito vorrebbe dentro, in consiglio comunale. Ma, come abbiamo scritto più volte, convincere gli eletti al “promoveatur ut amoveatur”, ossia a farsi nominare in giunta per consentire l’ingresso dei non eletti in aula (e affidando i propri destini agli umori di Landella), è impresa titanica. E non è detto che D’Eramo ci riesca. Anche perché c’è anche il tema Luigi Miranda a cui badare: il commissario cittadino che vuole fare il vicesindaco con delega alla Sicurezza, almeno un anno, quale trampolino per giocarsi la partita delle regionali 2020. Mentre il duo dei consiglieri Fiore e Iadarola perorebbe la causa di un altro esterno, Gianfranco Fariello. Fino a tre gli assessorati a cui il partito può ambire, ma potrebbe chiedere di più stante l’incetta di consiglieri che si sta provando a mettere in campo e la possibilità che il gruppo si allarghi (anche a Leonardo Di Gioia, secondo qualche leghista).

Data per persa la presidenza del consiglio comunale (che dovrebbe prendere Forza Italia con Iaccarino), il partito di Salvini, o comunque alcuni suoi esponenti locali, starebbe lavorando ai fianchi del sindaco per ottenere un’altra postazione di assoluto prestigio, vale a dire quella del Direttore Generale, figura esterna alla dotazione organica, di cui ad oggi Landella non si è mai dotato (ma prevista ai sensi degli artt. 2 e 5 del Regolamento della Dirigenza approvato nel 2005). Lo fece Mongelli nel 2012 con Pazzaglia. Oggi, invece, a tentare la scalata c’è Sario Masi, passato alla Lega e deus ex machina di molte operazioni salviniane locali. L’idea pare non sia balzana e stia assolutamente prendendo corpo, tanto più che Masi avrebbe i requisiti minimi previsti dalle norme in materia ma nel 2012, lo ricodiamo, venne fatta pubblica selezione trattandosi di figura apicale che necessita di competenze specifiche e che gode di un trattamento economico-finanziario elevato (lo scorso bando portava circa 100mila euro annuali/lordi per 13 mensilità).

Fantapolitica? Si vedrà. Intanto, su altri fronti, Forza Italia sta lavorando a mettere le sue bandierine: due assessorati e presidenza del consiglio almeno, Erminia Roberto (a cui Landella aveva già sbarrato la strada) potrebbe esser nuovamente dentro in quota Fratelli d’Italia, forte dell’appoggio di Franco Di Giuseppe; ipotesi che sta dividendo il partito, con la componente meloniana che spinge per il segretario provinciale Giandonato La Salandra. Landella non vorrebbe privarsi di Sergio Cangelli e Claudia Lioia. Destinazione Comune può tenerne dentro uno (Morese o Giuliani) e si vorrebbe onorare anche l’impegno con l’Udc. “La giunta io ce l’ho” sussurra Landella, sollecitando le forze politiche a muoversi. Il tema è quale giunta. E con quale profilo. Ci si prenda anche un giorno in più, se è il caso, ma si dia alla città un esecutivo di qualità.

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