Giovedì, 21 Ottobre 2021
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"Non più bombe, ma sorrisi a bomba": è la ricetta solidale dei clownterapisti universitari

È l'associazione 'Amore Incompetente' che, ad oggi, conta 31 studenti: non sono tutti foggiani, ma sono tutti matricole e studenti della Facoltà di Medicina UniFg

Dalla teoria alla pratica. Ovvero, dalla medicina studiata alla solidarietà applicata il passo è stato breve per un gruppo di studenti della facoltà di Medicina dell’Università di Foggia che, tra le tante nozioni apprese nelle aule universitarie, hanno sentito il bisogno di fare qualcosa di reale e concreto. Per gli altri. Nasce così - da questa spinta, da questo desiderio - “Amore Incompetente”, un progetto di clown-terapia ad opera di studenti e futuri medici iscritti all’ateneo dauno, che credono fortemente nella forza di un sorriso, nell'empatia, nel prendersi cura del prossimo con amore e sana cooperazione. Ad oggi, l’associazione conta 31 studenti: non sono tutti foggiani, ma sono tutti matricole e studenti UniFg uniti dietro il motto: "Non più bombe, ma speranza a bomba".

“Sentivamo forte il bisogno di aggiungere al nostro percorso di studi l'insegnamento forse più importante: l'umanità”, spiega Stefania Sbrizzi, tra i coordinatori del progetto. “E così, dopo notti insonni, insieme a Domenico Ravidà e con l'aiuto di Serena Calò, Maria Luisa Fariello e Ilenia Lombardo abbiamo creato un gruppo di clown-terapia sostenuti dalla nostra stessa Facoltà”. Il nome del progetto - "Amore Incompetente", appunto - deriva dal fatto che tutti i volontari sono ancora studenti e non medici formati. “Ma non c'è un modo ‘competente’ per dare amore al prossimo – tiene a precisare Antonella, tra le attiviste – quindi, per il momento, ci accontentiamo di curare chi ne ha bisogno con un sorriso”.

“Ad oggi - continua Sbrizzi - siamo 31 studenti che, tra una pagina e l'altra di studio, sono felici di dedicare qualche ora del loro tempo a bambini ed anziani con la gioia di un palloncino o la lucentezza delle bolle di sapone”. Trentuno studenti che sperano un giorno di essere medici che ricorderanno sempre l'efficacia di una cura speciale: l’umanità.

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