Martedì, 28 Settembre 2021
Economia San Severo

Vincenzo, l'operatore socio assistenziale guarito dal Covid ma rimasto senza lavoro: "Ha bisogno di un altro miracolo"

L’operatore socio-sanitario, due giorni dopo l'avvenuto ricovero, avrebbe dovuto prendere servizio presso il carcere della città dell’Alto Tavoliere dopo quasi 8 anni passati alla ricerca di un nuovo lavoro, dei quali uno vissuto esclusivamente attraverso il contributo del reddito di  cittadinanza

A un passo dalla morte, era guarito dal Covid gridando al miracolo che avrebbe ricevuto da frate Cipriano De Meo, al quale era molto legato, e da San Pio da Pietrelcina in occasione del suo ricovero avvenuto in condizioni disperate, poco prima di Natale scorso, presso il reparto rianimazione dell'Ospedale Riuniti di Foggia.

Dato per spacciato, il 55enne di San Severo era arrivato in condizioni critiche e a sirene spiegate in ospedale la sera del 14 di dicembre con una gravissima polmonite bilaterale interstiziale, aggravata da embolie polmonari in atto. Era stato immediatamente sottoposto a coma farmacologico, intubato e subordinato a continui cicli di pronazione. "Le speranze, stante le prime indicazioni fornite dai medici ai suoi familiari, erano davvero appese ad un filo" dirà Mauro, il fratello, a Foggiatoday.

L'operatore socio-sanitario, due giorni dopo l'avvenuto ricovero, avrebbe dovuto prendere servizio presso il carcere della città dell'Alto Tavoliere dopo quasi 8 anni passati alla ricerca di un nuovo lavoro, dei quali uno vissuto esclusivamente attraverso il contributo del reddito di cittadinanza.

A distanza di alcuni mesi dalla guarigione il miracolato chiede un aiuto allo Stato e a qualsiasi altro imprenditore. Il miracolo che chiede, neanche a dirlo per un disoccupato "forzato", è un posto di lavoro. "Vincenzo attualmente risulta, suo malgrado, percettore di reddito di cittadinanza ed invano si è prestato, ai fini di una eventuale assunzione, alle cure del navigator. Sfortuna ha voluto che proprio il Covid, che l'ha quasi ucciso, gli ha tolto quella preziosa occasione lavorativa che cercava da tempo e che lo avrebbe portato a vivere la sua nuova esperienza lavorativa in qualità di operatore socio assistenziale in quel di un penitenziario proprio per limitare al massimo i danni del virus assassino" spiega il fratello.

La disperazione, dopo la gioia di aver sconfitto il virus, starebbe prendendo il sopravvento. E Vincenzo, che ha una innata vocazione per stare al fianco delle persone più sfortunate, chiede un altro miracolo: "Ha tantissima voglia di lavorare"

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Vincenzo, l'operatore socio assistenziale guarito dal Covid ma rimasto senza lavoro: "Ha bisogno di un altro miracolo"

FoggiaToday è in caricamento