Cronaca

Vincenzo ha sconfitto il Covid: "Grazie ai medici e alla fede. Ora voglio dare il mio contributo per debellare il male del secolo"

"Ero senza speranze. Mi hanno salvato". L'obiettivo del 55enne: "Una volta tornato in forze, poter offrire, da operatore socio-sanitario, un personale contributo al fine di concorrere a debellare il male del millennio"

Vincenzo ha sconfitto il Covid

Vincenzo ha sconfitto il Covid-19 e torna a casa, con nuove conferme e altrettante consapevolezze: "Voglio ringraziare i medici del Reparto di Rianimazione di Malattie Infettive e Reumatologia del 'Riuniti' di Foggia, nonché il compianto padre Cipriano De Meo, del quale custodisco gelosamente una collana da lui benedetta, per avermi salvato la vita".

"Ringrazio anche tutte le testate giornalistiche che mi sono state vicine:  attraverso loro ho potuto testimoniare il miracolo che ho ricevuto e consentire a chi ancora non si convince della gravità della situazione di riflettere molto e collaborare affinchè presto si possa uscire fuori da questo terribile incubo". 

Queste le parole di Vincenzo Nardella, paziente 55enne di San Severo, gravemente ammalato di Covid e che con la sua storia ha commosso non solo chi lo conosceva ma anche i tanti lettori che hanno avuto modo di leggere la sua storia. "Vincenzo era arrivato in condizioni critiche e a sirene spiegate presso l'ospedale Riuniti di Foggia la sera del 14 di dicembre", ricorda il fratello Mauro. 

"Con una gravissima polmonite bilaterale interstiziale, aggravata da embolie polmonari in atto, è stato immediatamente sottoposto a coma farmacologico, intubato e subordinato a continui cicli di pronazione. Le speranze, stante le prime indicazioni fornite dai medici ai suoi familiari, erano davvero appese ad un filo".

Ma dopo diversi giorni passati sospeso tra la vita e la morte, Vincenzo - costantemente seguito con un'abnegazione e uno spirito di sacrificio fuori dal normale dai sanitari foggiani - è stato svegliato e, dopo un passaggio in Malattia infettive (reparto presso il quale dopo l'esperienza in Rianimazione era stato spostato), riabilitato fino a ritrovare a casa, luogo ove attualmente si trova, l'abbraccio di sua moglie.

La speranza che Vincenzo nutre, una volta ripresosi completamente, sarà quella di poter offrire, da operatore socio-sanitario, un personale contributo al fine di concorrere a debellare il male del millennio. Ironia della sorte, infatti, Vincenzo, due giorni dopo l'avvenuto ricovero, avrebbe dovuto prendere servizio, proprio per contrastare la piaga, presso il carcere di San Severo. Questo dopo quasi 8 anni passati alla ricerca di un nuovo lavoro, dei quali uno vissuto esclusivamente attraverso il contributo del reddito di  cittadinanza. "Ora però, grazie ai medici, agli infermieri, a tutti coloro i quali hanno gravitato attorno alla sua gravissima patologia, e alla fede coltivata grazie a Padre Cipriano, per lui un raggio di sole è pronto ad illuminare le sue speranze", conclude il fratello.

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